
Manha de carnaval
Luiz Bonfá e Antônio Maria
Manha tão bonita manhã
Na vida uma nova canção
Cantando só teus olhos,
teu riso, e tuas mãos
Pois há de haver um dia
em que virás
Das cordas do meu violão
que só teu amor procurou
Vem uma voz
falar dos beijos
perdidos nos lábios teus
Manhã tão bonita manhã
De um dia feliz que chegou
O sol no céu surgiu
E em cada cor brilhou
Voltou o sonho então
ao coração
Depois desse dia feliz
Não sei se outro dia virá
É nossa manhã
Tão bela afinal
Manhã de carnaval
Canta meu coração
Alegria voltou
Tão feliz a manhã desse amor

Alcune notizie sul brano...
“Manhã
de Carnaval” fu composta da Luiz
Bonfá e Antônio
Maria per il film "Orfeu
do Carnaval” del 1958,
poi pubblicato nell'album “Orfeu
Negro”. Nota anche come la "Canzone
di Orfeo". La prima incisione è di Agostinho
dos Santos, seguita da quella di João
Gilberto. A questa è seguita quella di Maysa,
in un 78 giri e nel disco Maysa é
Maysa... é Maysa, é Maysa! (1959 RGE XRLP 5068). La versione
di Maysa differisce da quella
di Agostino dos Santos e
c'è anche un'altra versione lanciata da Pery
Ribeiro nello stesso anno, con un testo differente. Si intuisce che
gli autori avevano scritto diverse strofe per momenti differenti del film,
quando poi alla fine solo una versione venne utilizzata (la versione di Agostino
dos Santos). Ciò che è noto è che le versioni
cantate da Maysa e Agostinho
dos Santos (e tutte quelle si basano su questa) furono effettivamente
entrambe scritte da Luiz Bonfá
e Antônio Maria.
Nella nostra versione cantiamo prima le strofe della
versione di Agostino dos Santos
e poi quelle di Maysa (così
non si fa torto a nessuneo...)
Quando Sacha
Gordine decise di filmare l'opera teatrale
“Orfeu da Conceição”
(film che avrebbe preso poi il titolo di “Orfeu
do Carnaval”), esigette che fosse
creata una nuova colonna sonora, specifica per la sua produzione. Motivo:
il regista francese voleva comparire nella lista degli autori delle musiche.
Da questa colonna sonora sarebbero emerse “A
Felicidade” e “Manhã
de Carnaval”, due canzoni che
sarebbero divenute dei classici del repertorio internazionale. Tra l'altro,
“Manhã de Carnaval”
è divenuta uno dei temi brasiliani preferiti in ambito jazz, con decine
di versioni incise da grandi musicisti, sotto l'incredibile titolo di “A
Day in the Life of a Fool”, con
le parole inglesi che Carl
Sigman scrisse per Jack
Jones e che incise l'album "JACK
JONES SINGS" (Kapp KS-3500) nel
1966 senza la chitarra di Bonfá.
La versione di Sigman
non è una trasposizione ma piuttorsto una nuova canzone tra l'altro
su di un argomento differente.
George David Weiss, Hugo
Peretti e Luigi
Creatore avevano invece scritto altre
parole in inglese su questa musica a cui diedero il titolo "Carnival."
Questa versione fu incisa da Perry
Como nel 1963, e di nuovo, questa volta
col titolo "Manhã
De Carnaval" e con parole lievemente
cambiate tre anni più tardi.
Nel 2002, la musica di "Manhã
De Carnaval" è stata usata
in una canzone araba dal titolo "Shou
Bkhaf" (Quanta paura) scritta da
Ziad
Al Rahbani
(musicista e compositore libanese ed uno dei leader dell'Oriental
Jazz). La cantante libanese Fairouz,
una delle migliori voci del mondo arabo e madre di Al
Rahbani l'ha incisa nel suo album "Wala
Kif".
Nata da un'idea di Rubem
Braga, la coppia Luís
Bonfá-Antônio Maria compose
“Manhã de Carnaval”
e “Samba de Orfeu”,
che però erano temi strumentali già esistenti, cui Maria tardava
a scrivere le parole, con grande dispiacere di Bonfá
che aveva impegni professionali da rispettare negli USA. Una buona composizione,
“Manhã de Carnaval”
ha un tema iniziale che assomiglia al tema del terzo movimento dello “Scherzo
in Si Bemolle, opus 20”, di Robert
Schumann.
(da A Canção no
Tempo - Vol.2 - Jairo Severiano e Zuza Homem de Mello - Editora 34).
Innumerevoli sono le versioni famose di questo brano. Oltre alle già citate:
Nara
Leao
Elizeth Cardoso
Baden
Powell
Astrud Gilberto
Clara
Nunes
Stam Getz
Joan Baez (Te ador)
Astor Piazzolla
Caterina Valente
Dinah
Shore
Paco
De Lucia, Al Di Meola, John McLaughlin
Maria
Bethânia e Hanna Schygulla
Sadao
Watanabe
Caetano
Veloso e Luciano Pavarotti (!)

Biografia di
Luiz Bonfá
17/10/1922 - 12/1/2001
Fu uno dei componenti del primo gruppo dei
musicisti della bossa nova, compositore di classici come "Manhã
de Carnaval" e "Samba
do Orfeu" (entrambe insieme ad
Antônio Maria),
Bonfá
iniziò a suonare la chitarra ad orecchio, nell'infanzia, a Rio.
A 12 anni iniziò a seguire lezioni di chitarra classica col maestro
uruguaiano Isaias Savio.
Negli anni '40 suonò alla Rádio
Nacional, al fianco di Garoto.
Participò ad alcuni gruppi, quali Quitandinha
Serenaders, prima di iniziare la carriera
solistica, come chitarrista. Ebbe una carriera separata come compositor, ed
i suoi primi successi furono incisi da Dick
Farney, nel 1953. L'opera "Orfeu
da Conceição", di
Vinicius de Moraes,
lasciò il segno nella sua carriera. Suonò la chitarra nell'incisione
del disco dell'opera nel 1956 e, tre anni più tardi, compose alcune
delle tracce che avrebbero formato la colonna sonora del film di Marcel
Camus ("Orfeu
do Carnaval") ispirato all'opera.
Participò al Festival
de Bossa Nova alla Carnegie
Hall a New
York nel 1962 e rimase negli Stati Uniti
dal 1964 al '66 e di nuovo negli anni '70, sempre circondato da grande rispetto
come compositore raffinato ed esimio chitarrista. Una delle sue caratteristiche
é di suonare facendo ampio uso delle corde allentate, che conferisce
una sonorità ampia e grandiosa. Participò al Festival
Internacional da Canção
nelle sue prime tre edizioni (1966, '67 e '68), con le musiche di "Dia
das Rosas", cantata da Maysa,
"Vem Comigo Cantar"
e "Amada",
cantate da Luiz Cláudio
(tutte e tre scritte in coppia con Maria
Helena Toledo). Negli anni '70 si dedicò
al jazz, lavorando con il produttore Eumir
Deodato e con il percussionista Dom
Um Romão. ha inciso svariati
dischi negli USA che non furono lanciati in Brasile. Tornò ad incidere
in Brasile alla fine degli anni '80 e '90, lanciando dischi che ebbero un
buon successo anche negli Stati Uniti. Realizzò un lavoro con la cantante
Ithamara Koorax,
che lanciò il CD "Almost
In Love/The Luiz Bonfá Songbook"
nel 1997. "Almost In
Love", composizione di Bonfá,
fu l'unica musica brasiliana incisa da Elvis
Presley. Frank
Sinatra, Sarah
Vaughan, George
Benson, Tony
Bennett e Julio
Iglesias sono altri interpreti che hanno
cantato le musiche di Bonfá.
Altri successi sono "De
Cigarro em Cigarro", "Correnteza",
"The Gentle Rain",
"Menina Flor",
"Mania de Maria"
e "Sem Esse Céu".
Biografia di
Antônio Maria
Antônio Maria Araújo de Morais nacque a Recife, il 17 Marzo del 1921, figlio di Inocêncio Ferreira de Morais e Diva Araújo de Morais. Insieme ai fratelli Rodolfo, Maria das Dores e Consuelo ebbe un'infanzia felice, come si apprende dai suoi scritti di quest'epoca, nella sua terra natale. In questi scritti parla della madre gentile, del periodo del collegio, di lezioni di musica, delle lezioni di francese, dei tuffi nel fiume e dei "banhos salgados" (bagni salati), nei giorni di festa.
Il suo primo impiego, a 17 anni, fu come presentatore di programmi musicali alla Rádio Clube Pernambuco. Dopo i primi passi, nel Marzo del 1940, andò a Rio a bordo della "Almirante Jaceguai", per diventare cronista sportivo per Rádio Ipanema. Andò all'appartamento 1.005 del palazzo Souza, a Cinelândia, dove era vicino di casa di Fernando Lobo e Abelardo Barbosa, il futuro re dell'auditorium Chacrinha, entrambi di Pernambuco. Da quelle parti vivevano anche Dorival Caymmi ed il pittore Augusto Rodrigues. Passò poco tempo - 10 mesi - prima di essere notato. Fece la fame, fu umiliato ed arrestato. Tornò a Recife e si sposò, nel Maggio del 1944, con Maria Gonçalves Ferreira.
In seguito si trasferì a Fortaleza, per lavorare a Rádio Clube do Ceará. Dopo un anno andò a Bahia come direttore della Emissoras Associadas, dopo aver conosciuto (ed essendone diventato amico) Di Cavalcanti, Dorival Caymmi e Jorge Amado. Finì per essere candidato a consigliere in quella città.
Tornò a Rio de Janeiro, nel 1947, con già due figli, Rita e Antônio Maria Filho, come direttore artistico di Rádio Tupi. Convocato da Assis Chateaubriand fu il primo direttore di produzione della TV Tupi, inaugurata il 20 Gennaio del 1951, mentre lavorava anche come cronista de O Jornal. Durante più di 15 anni scrisse articoli quotidianamente. Firmò, fino al 1955, le rubriche "A noite é grande" e "O Jornal de Antônio Maria" in questi giornali. Nel giornale O Globo curò, per poco tempo (inizio del 1959), la rubrica "Mesa de Pista", per essere poi trasferito alle Ultime Notizie. Da qui passò a firmare "O Jornal de Antônio Maria" e "Romance Policial de Copacabana", questa ultima con cronache e reportages.
Grazie al denaro che il governo di Getúlio Vargas investì nella propaganda politica, alla fine del 1952 la radio Mayrink Veiga andò all'attacco della Tupi e prese a contrattare i suoi grandi nomi. Antônio Maria fu uno dei primi ad essere avvicinato, con un'offerta di 50 mila cruzeiros, il salario più elevato del panorama radiofonico brasiliano. Più tardi si comprò la sua prima Cadillac, status symbol tra i re della radio dell'epoca.
In televisone divenne famoso il programma "Preto no Branco", di Oswaldo Sargentelli, in cui appariva sempre una "domanda di Antônio Maria, della produzione del programma", geralmente molto imbarazzante. Fece, con Ary Barroso, durante tutto il 1957, un programma di successo: "Rio, Eu Gosto de Você", per la TV Rio. Maria amava intervistare gli ospiti. Un giorno chiese a Sandra Cavalcanti, candidata a deputato: "Cosa significa, donna Sandra, sentirsi poco amata?" La risposta di Sandra, dicono quelli che videro la scena, le assicurò l'elezione. "Posso anche esserlo, signor Maria, ma non fui io che scrissi la canzone Ninguém me ama".
Con Paulo Soledade, firmò alcuni spettacoli per il night club Casablanca e, nel 1953, arrivò a salire per tutta la notte sul palco del Night and Day, nell'Edificio Serrador, al centro di Rio, per presentare "A Mulher é o Diabo", rivista di Ary Barroso.
Era al tempo stesso una persona estroversa e con molti amici (e nemici), ma Maria, come veniva chiamato da questi, ebbe sempre la solitudine dentro di se.
Aracy de Almeida fu una delle sue grandi amiche. Sapeva tutto di Antônio Maria e, in ogni caso, come diceva scherzando, continuava ad apprezzare la sua compagnia. Era privo di ogni formalità: una volta le chiese aiuto per farsi mettere una supposta ("Avevo tentato con tutte le posizioni ma non ci riuscivo"). In un'altra occasione, lui e Vinícius de Moraes, anch'egli suo grande amico, tentavano di tenere fede ad un impegno assunto: fare un grande jingle per il lancio di un... anticoncezionale. Avevano molti altri impegni e chiesero aiuto ad Aracy. Lei, senza pensarci molto, prendendo in prestito la melodia di O orvalho vem caindo (scenderà la rugiada ), di Noel, attaccò di getto: "O ovário vem caindo..." (scenderà l'ovaio). Carlos Heitor Cony disse che se Antônio Maria fosse stato mandato a ricoprire l'incarico del Papa, sarebbe tornato cardinale.
Cony racconta: "Un giorno, Maria mi telefona: - Carlos Heitor, Carlos Heitor, tu non mi avevi mai ingannato." Disse poi che, tornando da San Paulo, vide in aereo una bella donna che leggeva il libro Matéria de Memórias, di Cony. Si avvicinò, si presentò come l'autore del libro, e la signora, una tipica fan, gli credette. Le dipinse un quadro piuttosto drammatico: era un disgraziato, che non aveva mai avuto successo, e che veniva abbandonato dalle donne. "Ma, Maria..." era tutto ciò che, meravigliato, Cony riusciva a dire. "Stai tranquillo, Cony, stai tranquillo perchè in seguito siamo andati a letto. O meglio, tu sei andato a letto." E Cony, curioso: "E poi?" "E poi venne il problema" diceva Maria. "E poi tu hai fallito, Cony, hai fatto cilecca!"
Maria si mise anche ad illustrare i suoi articoli, per cui apparivano sempre, in un angolo, l'uccello Ivanov ed il gatto Profumo. Disse, rispondendo ad un lettore che criticava il suo modo di fare: "Ho iniziato a fare caricature per dare il via ad un grande movimento nazionale della caricatura. Non quella che faccio io. Ma la caricatura che fai tu, che fanno gli altri... Il Brasile è un paese senza caricature. Per questo è un paese triste. La caricatura è più importante del ritratto."
Autore di jingles comerciali in coppia con Geraldo Mendonça e con il M° Aldo Taranto, finì per comporre testi per una samba che parlava di "una poltrona vuota/ un sigaro spento/ solo noi due e null'altro..." Non ebbe successo, ma poco dopo compose un "frevo" (ritmo da ballo), che fu il primo di una serie di cinque, dal titolo Frevo nº. 1 do Recife, registrato dal Trio de Ouro nell'Agosto del 1951. Nello stesso anno, con Fernando Lobo, compose il samba Querer Bem, inciso da Aracy de Almeida.
Nell'anno seguente seguente due incisioni per la voce di Nora Ney si trasformarono in un grande successo nella programmazione delle radio brasiliane: Menino Grande e Ninguém me ama. Queste musiche sono, ancora oggi, ricordate da diverse generazioni, sempre con molta emozione. Compose anche altri grandi successi, tra i quali possiamo sottolineare Valsa de uma cidade e Canção da Volta, con Ismael Neto; Manhã de Carnaval e Samba do Orfeu, con Luíz Bonfá, nel 1959; O Amor e a Rosa e As Suas mãos, con Pernambuco, e Se eu Morresse Amanhã. Della sua grande produzione musicale, solo 62 canzoni furono incise. Erano, in maggioranza, tristi, di dolore. Oltre a quelli sopra citati, furono in coppia con lui, tra gli altri: Fernando Lobo, Moacyr Silva, Vinicius de Moraes, Zé da Zilda e Reynaldo Dias Leme. Alcuni interpreti di sue canzoni furono: Nora Ney, Dolores Duran, Elizeth Cardoso, Lúcio Alves, Doris Monteiro, Jamelão, Ângela Maria, Aracy de Almeida, Agostinho dos Santos, Dircinha Batista, Luiz Bandeira e Claudionor Germano, oltre a Nat King Cole, che incise Ninguém me ama e Tuas mãos.
Invitato, all'inizio di ottobre del 1964, dal compositore Miguel Gustavo, come compagno in una produzione televisiva, rispose con un biglietto che diceva: "Nome - Antônio, modesto. Telefono: 36-1255, ma solo fino al giorno 14, perchè poi me ne vado..."
Antonio Maria, cardiopatico dall'infanzia, cadde fulminato da un infarto la notte del 15 ottobre del 1964, a Copacabana, mentre andava al Le Rond Point; nonostante fosse stato soccorso da degli amici che lo videro cadere e che si incontravano nel night club O Cangaceiro, di fronte a quel ristorante. Buona forchetta e buon bevitore, Maria si autodefiniva "cardisplicente", una miscela di "cardíaco" e "displicente" (che non piace). Professione: speranza.
Quella che segue è l'"Oração para Antônio Maria, pecador e mártir", scritta da Vinícius de Moraes nel Luglio del 1968:
"Uscivamo alle due dal "Vogue", e dopo aver lasciato Aracy al taxi che la portava al suo quartiere, proseguivamo in macchina fino a Leblon, a volte accompagnando la muta di randagi della notte a passare fra le scarpe del Jardim de Alá; c'era sempre uno che si fermava a fare pipi, o che provocava il riflesso degli altri, ed era quella una migrazione felice - non ho mai visto una razza di animali più contenti della vita dei randagi carioca al nascere del sole. Sembrava, con un paragone forzato, una matassa di salsicce semovente, ognuno ad annusare la coda dell'altro.
Tu facesti una grande risata, contento per la tua Cadillac vecchia, per l'esplosione dell'aurora nel mare, per i randagi che si spostavano e per il tuo nuovo amico e poeta. E poi passavamo a casa di Caymmi, per vedere se il bahiano ancora era ancora sveglio, finivamo al Pescadores ad ordinare un filetto con le patatine, o un uovo col prosciutto — i migliori di Copacabana, perchè erano fatti con la nostra grande fame. Il pane era fresco e la birra gelata al punto giusto. Poi tu mi lasciavi a casa, io lacerato dalla nostalgia di tutto: di te, delle conversazioni nell'amico night, dove due baroni, von Schiller e von Stuckart, disputavano con rispetto e gentilezza. E soprattutto della donna amata senza ricambio. Tu, maciste al volante, cantavi la marcha che avevi fatto per il mio infinito dolore:
É molto tardi per sperare in lei
Lei non ascolta la tua voce
Dimentica, amico perchè la vita è bella
La notte è grande e ci capisce...
Un legame forte e virile si era stabilito fra le nostre anime, e divenimmo imprescindibili l'uno per l'altro. La notte - che speranza! - non era grande, era piccola per la nostra fame di viverla in tutta la sua pienezza. Tutto passava tanto in fretta, noi guardavamo ballare le ragazze, Aracy cantava, compariva la figura amica di Fernando Ferreira, all'improvviso la porta del night lasciava filtrare la luce del giorno. "Lui", come diceva Américo Marques da Costa, spuntava. Un altro giorno, un'altra morte. Noi siamo morti molte volte, mio Maria, prima che la tua morte avvenisse per lasciarmi più solo a vivere la mia. Tanti già non erano più, attratti dalla Grande Notte... Evaldo Rui, Bicudo, Stuckart, Waldemarzinho, Louis Cole, Alzirinha, Mauro, Dolores, Ozorinho, Ismael Filho, Ari... Ma in compenso c'erano Paulinho Soledade e Carlinhos Niemeyer, che respiravano attraverso una sola ancia, ma che ogni giorno facevano sempre più vento; Verinha, questo amore di Verinha, una grazia totale, la nostra buona Araça, regina dei vagotonici, ed il caro Rinaldinho, che in questo particolare niente gli è secondo, lui e la sua risata che la radio silenziò. E di quando in quando ancora ne mette incinta una, una qualche ragazza del Nord. Perchè la verità, mio Maria, è che dopo la pillola, le ragazze carioca quasi non cambiano più la silhouette. A volte penso. Non so se a te sarebbe piaciuto vivere ancora, mio Maria, dopo il 1964. Tutto è molto peggiorato, il governo, il mio carattere, la musica. Si fa ancora musica solo per il Festival e si è persa quella creatività buona e gratuita degli anni '50. Tutto il mondo fa musica con un obiettivo: comprarsi una casa, avere una macchina, ottenere popolarità, raddoppiare il cachè, vincere il Festival, fare innamorare le ragazze, riempire lo stomaco. Questo non significa che oggi non vi siano ottimi compositori: ce ne sono. Ma tutto è fatto con lo spirito del do ut des, ognuno per se e Dio per tutti. Così, a mio vedere, si perde la grazia. Tuttavia non è colpa loro. In assoluto. É lo "schema", come va di moda dire. Devono rimanere sulla cresta dell'onda, sennò restano senza casa, senza macchina, senza cachè, senza Festival, lo stomaco miagola e le ragazze non la danno. Siamo, per così dire, emarginati, e qui nè il "Globo" nè la "Record" chiedono nulla agli infelici. Lo ripeto, mio Maria, non si è persa la musica; si è persa la sua dignità.
Ma per un motivo so che ti sarebbe piaciuto restare vivo: le ragazze. Loro sono, mio Maria, ogni giorno più belle e sportive, e ce ne sono anche dei campioni da appendere alla parete con un chiodo. E ti sarebbe piaciuto andare da "Antonio's", un ristorante nuovo di Leblon dove va tutto il mondo, ed ha in un certo senso lo spirito del vecchio "Maxim's" degli anni '51-'53.
In vita ci sono a dire il vero, mio buon Maria, ci sono Oscar Niemeyer e Di Cavalcanti, certamente i due maggiori uomini del Brasile attuale. Di (Cavalcanti) è, nei suoi 70 (anni), la cosa più giovane, intelligente e lirica del mondo, dipinge meglio ogni giorno che passa e batte il miglior grano della Repubblica. E per non parlare poi di Oscar. Si è elevato molto al di sopra di tutti, per la genialità, per la coscienza politica, per la capacità di comprendere gli uomini, per la semplicità autentica.
E ci sono gli studenti. Sono meravigliosi, e danno lezioni di cultura al paese ed ai professori. Sono come foglie sulla strada, come un fuoco che si diffonde, fanno comizi fulminei, fermano le sfilate della polizia e cercano di unire tutti gli strati della popolazione, ad eccezione dei militari. L'altro giorno abbiamo fatto una manifestazione civica, ed eravamo 100.000 nell'Avenida Rio Branco: studenti, intelettuali, clero, casalinghe, protetti da uno straordinario schema di sicurezza formato dai ragazzi stessi. Una bellezza. Se qualche cosa di buono deve uscire da questo paese, sarà la base del nuovo movimento studentesco. E, naturalmente, Chico Buarque de Holanda."


