
Marcha de quarta
feira de cinzas
Carlos Lyra e Vinicius De Moraes
Acabou nosso carnaval
Ninguém ouve cantar canções
Ninguém passa mais brincando feliz
E nos corações
Saudades e cinzas foi o que restou
Pelas ruas o que se vê
É uma gente que nem se vê
Que nem se sorri
Se beija e se abraça
E sai caminhando
Dançando e cantando cantigas de amor
E no entanto é preciso cantar
Mais que nunca é preciso cantar
É preciso cantar e alegrar a cidade
A tristeza que a gente tem
Qualquer dia vai se acabar
Todos vão sorrir
Voltou a esperança
É o povo que dança
Contente da vida, feliz a cantar
Porque são tantas coisas azuis
E há tão grandes promessas de luz
Tanto amor para amar de que a gente nem sabe
Quem me dera viver pra ver
E brincar outros carnavais
Com a beleza dos velhos carnavais
Que marchas tão lindas
E o povo cantando seu canto de paz
Seu canto de paz
Seu canto de paz
Seu canto de paz

Notizie sul brano...

Biografia di
Carlos Lyra
Carlos Eduardo Lyra Barbosa nacque a Botafogo l'11 maggio 1939, nello stato di Rio de Janeiro, figlio di José Domingos Barbosa, ufficiale di Marina ed Helena Lyra Barbosa. Aveva due fratelli, Sérgio Henrique Lyra Barbosa, ora ufficiale di marina e Maria Helena Lyra Barbosa, insegnante di disegno e scultura.
Ereditò dal nonno paterno, Domingos Barbosa, laureato all'Academia Maranhense de Letras, il gusto per la letteratura, dai nonni materni la vocazione musicale. Il padre era un abile ballerino e suonava il flauto, mentre la madre suonava il violino.
Sin dall'infanzia si appassionò al cinema e soprattutto ai musical. La zia Carolina suonava Debussy al piano tutte le volte che all'età di 6 anni glielo chiedeva ed accadeva spesso. Ma fu lo zio Edgar che gli trasmise il desiderio di suonare la chitarra.
Sin da bambino suonava un pianoforte giocattolo e l'armonica a bocca, ma fu quando entrò nell'esercito per il servizio di leva che, immobilizzato a causa della rottura di una gamba procuratasi vincendo una gara di salto in lungo, ricevette in regalo dalla madre una chitarra e ricevette lezioni dal vicino, Garoto (Aníbal Augusto Sardinha).
Studiò al Colégios São Bento, al Santo Inácio, al Colégio Militar ed infine al Mallet Soares dove fu compagno di Roberto Menescal, Luis Carlos Vinhas e Carlos Eduardo Dollabela. Suo fratello, al Mello e Souza, era compagno di classe di Nara Leão.
Fu in quell'epoca che una delle sue prime canzoni, “Menina”, richiamò l'attenzione di Roberto Menescal al quale insegnava la chitarra. Durante le lezioni di francese compose Maria Ninguém. In seguito Sylvia Telles registrò il suo primo singolo con la sua musica “Menina” da un lato e “Foi a noite” di Tom Jobim nell'altro. Accadde anche che, attraverso João Gilberto, i due lati del disco si conobbero.
Quando Tom Jobim afferma che Carlos Lyra é il grande "tracciatore di percorsi", il maestro non esagera. Eccezionale melodista, Lyra è nato storicamente insieme alla bossa nova. Le melodie ispirate resistono al tempo, mostrando che il vero percorso é l'indipendenza artistica. Lyra e la bossa nova praticamente si confondono, ma l'autore di Primavera ha sempre mantenuto la sua identità musicale. Il primo brano di Lyra ad essere registrato in un LP - Criticando, registrata nel 1956 dal gruppo Os Cariocas - é una sorta di precursore della classica influenza del Jazz e già mostrava che l'autore manteneva una sua autonomia in relazione alla vecchia bossa, nonostante la storia lo collocasse fra i leader naturali del movimento (se si può parlare di un "movimento"). In quel tempo, dal 1956 in poi, i giovani talenti dell'epoca si incontrarono in innumerevoli riunioni tenute al Bar do Plaza, a casa di Bené Nunes ed anche in quella di Nara Leão. Nascevano i primi brani di Bossa Nova: Carlos Lyra insieme a Ronaldo Bôscoli e Tom Jobim con Vinícius de Moraes furono consacrati nel primo LP di João Gilberto e della Bossa Nova dal titolo Chega de Saudade, nel 1959.
L'identità di Lyra si rivelò nitidamente
nel suo primo disco, Carlos Lyra - Bossa Nova, lanciato nel 1959. Una tale
Maria Ninguém già impose la sua presenza al fianco di classici
quali Quando chegares, Menina e Rapaz de bem (fu Lyra a lanciare questa composizione
di Johny Alf). L'universo musicale di Lyra non era già più ristretto
ai deliziosi "sale, sole e sud" carioca. Mentre ciò fu chiaro
solo nella seconda e divergente parte del movimento.
Molti brani seguirono e la vita di Lyra si arricchiva dell'amicizia e dei
versi di Vinícius de Moraes. I dischi dei vari compositori venivano
lanciati uno dietro l'altro e la Bossa Nova fu esportata all'estero in un
concerto alla Carnegie Hall a New York.
La dicotomia che germogliava latente tra i bossa-novisti fiorì più
fortemente a partire dal 1961. In questo anno, Lyra lanciò il suo secondo
disco che conteneva gioielli quali Minha Namorada, Você e eu e Coisa
mais linda. Ma a la testa (e la chitarra) già camminavano in altra
direzione. Nello stesso anno, fu uno dei due fondatori del Centro Popular
de Cultura, il popolare CPC (Centro Popular de Cultura) della UNE (União
Nacional dos Estudantes) dove conobbe Cartola, Zé Keti, Nelson Cavaquinho,
Elton Medeiros e João do Vale e dalla musica della classe media si
avvicinò alla musica della collina e alla musica rurale mostrando a
Nara Leon le numerose canzoni di questi compositori.
Il legame via via sempre più stretto col teatro ed il cinema (che all'epoca
era Novo) polarizzò l'opera di Lyra. E nulla è mai accaduto
tanto in fretta. Nel 1960, aveva già composto la colonna sonora dell'opera
A mais valia vai acabar, seu Edgar, scritta dal combattivo Oduvaldo Vianna
Filho. Per non parlare della sua attività di direzione del Teatro de
Arena.
Il terreno era pronto perchè Lyra trasformasse la bossa dell'amore, del sorriso e dei fiori in una musica più coi piedi per terra, in sintonia con una realtà che già cominciava a dare i segnali dell'incostanza politica. Lyra entrò presto a far parte della schiera dei dissidenti, degli impegnati, sfidando tutti gli estimatori dell'estetica cool (e già distante in quel momento) del canto e della poesia di João Gilberto e Cia. Il terzo disco di Lyra, lanciato nel 1963, già conteneva Influência do Jazz e Aruanda. Il samba lasciava gli spazi di Zona Sul per salire la collina. Al contrario, Zé Keti, João do Vale, Nelson Cavaquinho e Cartola andavano per le strade (e nel CPC) a mostrare che il Brasile del 1963 e 1964 non era tutto rose e fiori. Lyra lo sapeva già. la cosciente Canção do Subdesenvolvido - composta da lui nel 1963, in coppia con Chico de Assis - già illustrava un'ideologia scomoda per i settori più conservatori.
Vide poi il Teatro do CPC della UNE, che era stato costruito con il ricavato della vendita del disco della UNE, O POVO CANTA completamente distrutto ed incendiato e con esso molti dei sogni della sua generazione. A seguito del golpe del '64 scelse l'auto-esilio. Prima negli Stati Uniti dove incontrò Astrud Gilberto, Tony Bennet col quale incise, João Donato, Stan Getz, Tom Jobim, Norman Gimbel e molti altri che tentavano di sopravvivere. Girò il mondo insieme a Stan Getz e quando si fermò in Messico, nel '66 pensò di rimanervi per sempre. "Come avrei potuto lasciare in paese in cui le donne pagano i Mariachi per fare la serenata sulla porta di casa dell'uomo amato?"
Così, sedotto dal romanticismo, fissò
la residenza in Messico, conobbe Gabriel Garcia Marques, José Luiz
Ibañes, Otavio Paz, David Alfaro Siqueros, Juan Orozco, Juan Rulfo,
Carlos Fuentes e Luiz Buñuel. Mise in scena diversi spettacoli, incise
due dischi e conobbe Katherine Lee Riedel col quale si sposò a Città
del Messico nel 1969.
Dal 1964 al 1971, Lyra rimase fuori dal Brasile. Dal di fuori comprese che
i due universi bossanovisti non erano poi tanto incompatibili.
Ma allo stesso tempo, “era necessario cantare e suonare” anche in Brasile. Tornò in Brasile nel 1971. Poco dopo nacque la figlia Kay. Di nuovo in Brasile, Lyra registrò nuovamente i suoi classici. La massa alienata non si era dimenticata le belle melodie della bossa nova, ma la coscienza del compositore gridava più forte. Dopo tre dischi lanciati senza lo stesso impatto dei suoi precedenti, l'autore di Feio não é bonito si radicalizza con l'incisivo Herói do medo (Continental, 1974) - disco dal testo volutamente poco chiaro, che provava a ricordare che, mentre la massa dribblava la coscienza con i gol della seleção (la nazionale brasiliana) e le telenovelas televisive, la gente era torturata ed uccisa nella lotta per la democrazia. Ma la repressione era forte.
Risultato: un disco censurato ed un secondo auto-esilio. Nel 1974, Lyra andò a Los Angeles dove approfittò del tempo libero per seguire i corsi della Scuola di Astrologia Siderale, il che gli consentì di scrivere due libri sull'argomento.
Tornò in Brasile nel 1976, e continuò
a comporre con nuovi compagni come Paulo César Pinheiro, Heitor Valente,
Daltony Nóbrega e Millôr Fernandes tra gli altri. Si stabilì
ad Ipanema dove la Bossa Nova fiorì. Riprese a cantare in incessanti
"show", le melodie che tutti ancora volevano sentire. Il "revival"
apparve interminabile. Non finiva la nostalgia. Lanciato nel 1984, lo "show"
25 Anos de Bossa Nova durò cinque anni e finì nell'omonimo disco
dal vivo, nei negozi nel 1987. In un periodo d'oro, Lyra seguì più
volte i sentieri elogiati da Tom Jobim. E questi sentieri sono, e sempre saranno,
tracce fra le più ispirate della musica brasiliana.
