
Canto de Ossanha
V.De Moraes, Baden Powell, 1966
O homem que diz "dou" não dá
Porque quem dá mesmo não diz
O homem que diz "vou" não vai
Porque quando foi já não quis
O homem que diz "sou" não é
Porque quem é mesmo é "não sou"
O homem que diz "tô" não tá
Porque ninguém tá quando quer
Coitado do homem que cai
No canto de Ossanha, traidor
Coitado do homem que vai
Atrás de mandinga de amor
Vai, vai, vai, vai, não vou
Vai, vai, vai, vai, não vou
Vai, vai, vai, vai, não vou
Vai, vai, vai, vai, não vou
Que eu não sou ninguém de ir
Em conversa de esquecer
A tristeza de um amor que passou
Não, eu só vou se for pra ver
Uma estrela aparecer
Na manhã de um novo amor
Amigo senhor, saravá,
Xangô me mandou lhe dizer
Se é canto de Ossanha, não vá
Que muito vai se arrepender
Pergunte ao seu Orixá, o amor só é bom se doer
Pergunte ao seu Orixá o amor só é bom se doer
Vai, vai, vai, vai, amar
Vai, vai, vai, sofrer
Vai, vai, vai, vai, chorar
Vai, vai, vai, dizer
Que eu não sou ninguém de ir
Em conversa de esquecer
A tristeza de um amor que passou
Não, eu só vou se for pra ver
Uma estrela aparecer
Na manhã de um novo amor
Vai, vai, vai, vai, amar
Vai, vai, vai, sofrer
Vai, vai, vai, vai, chorar
Vai, vai, vai, dizer

Alcune notizie sul brano...
Quando si parla degli Afro-Samba
di Baden Powell e Vinicius
de Moraes, occorre usare il termine ‘suite’ con accortezza.
Sono veramente una suite o meglio un ciclo? Sono stati registrati quattro
album con questo repertorio, compresi due di Baden
Powell stesso, ed in nessuno dei due i brani sono posti nello stesso
ordine, né la lista dei brani è la stessa.
Storie e componenti di questo leggendario corpus di canzoni sono sfocate e
contraddittorie. Ruy Castro
afferma che tutti gli Afro-Samba
furono composti tra il 1962 ed il ’63 – prima che Baden
mettesse piede a Bahia – e che la creazione avesse luogo durante una
stagione etilica di tre mesi nell’appartamento di Vinicius
e più tardi nella clinica di Rio dove fu ricoverato per disintossicarsi.
D’altro canto, Paulo Bellinati,
nel Dicionário da MPB
di RicardoCravo Albin, e nell’Enciclopédia
Musical Brasileira ritiene che gli Afro-Samba
siano nati dopo la visita di Baden
a Bahia. E poi ci sono Jairo Severiano
e Zuza Homem de Mello, che
citano il ricordo di Elis Regina
secondo cui le parole di “Canto
de Ossanha” furono completate durante la preparazione del suo
show televisivo di metà anni ’60 O
Fino da Bossa.
Secondo Tárik de Souza,
gli Afro-Samba sono otto
canzoni registrate dagli autori col Quarteto
em Cy nel 1966 - “Canto
de Ossanha”, “Canto
de Xangô”, “Bocochê”,
“Canto de Iemanjá”,
“Tempo de Amor”,
“Canto do Caboclo Pedra Preta”,
“Tristeza e Solidão”
e “Lamento de Exu"
– più altri tre: “Berimbau”,
“Samba da Benção”
e “Consolação”.
L’Enciclopédia Musical
Brasileira e molte alter fonti menzionano tuttavia un altro Afro-Samba,
“Samba de Oxóssi”,
che sembra non essere mai stato registrato se non sotto altro titolo. “Samba
em Prelúdio”, “Formosa”
e “Apelo” sono
poi stati citati come parte di questo ciclo.
Lo stesso Baden deve avere
avuto una visione piuttosto dinamica di ciò che costituisce un Afro-Samba,
poiché incluse “Labareda”
e variazioni su “Berimbau”
nel suo album remake del 1990 col Quarteto
em Cy.
A complicare la materia ancora maggiormente viene la frequente attribuzione
dell’ispirazione di Baden
ad un’idea di Vinicius,
che gli avrebbe fatto ascoltare un LP di samba
de roda e pontos de macumba
registrati in territorio di Bahia. Come può reggere questa affermazione
di fronte alla citazione attribuita allo stesso Vinicius?:
“Prima di “Berimbau”
e di “Samba da Bênção”,
Baden mi aveva già prescelto per scrivere “Canto
do Caboclo Pedra Preta”. Quella canzone fu composta “così
com’era", di getto – cioè, musica e parole
per la seconda parte cercando un significato all’originale canto di
caboclo. Dello stesso periodo
è “Canto de Yemanjá”,
nel quale – è una mia opinione - Baden
raggiunse una bellezza mai avvicinata. [...] La scelta musicale di Baden
verso Bahia e, in definitiva, verso l’Africa, gli consentì di
mettere insieme questo nuovo sincretismo, aggiungendovi un gusto “carioca”,
dallo spirito del samba moderno al voodoo Afro-Brasiliano, dandogli una dimensione
più universale."
La leggenda degli Orixa
Gli Orixá
sono divinità africane che rappresentano le forze della natura. Sono
il canale di comunicazione del Dio
Sole con gli esseri umani. Non sono spiriti umani come Exus
e Caboclos, ma la più
forte vibrazione tra l’amore e le forze esistenti nella natura. Nonostante
gli Orixá non vivano
sulla terra come gli esseri umani, le loro leggende mitologiche esprimono
una visione umana, ma non devono essere interpretate sotto questo profilo,
e si deve comprendere l’essenza del senso ambivalente della leggenda
per poter comprendere i molti segreti e fondamenti della religione.
I dodici Orixás sono,
nell’ordine: Bará,
Ogum, Iansã,
Xangô, Odé,
Otim, Ossanha,
Obá, Xapanã,
Oxum, Iemanjá
e Oxalá.
Olodumaré diede ad
Ossanha tutto il potere sulle
piante, che conservava in un’anfora appesa ad un ramo di un albero.
Un giorno Xangô si
lamentò con sua moglie Oyá-Iansã,
dea dei venti, che soltanto Ossanha
conoscesse il segreto di ogni foglia e che gli altri Orixá
non possedessero alcuna pianta. Oyá
sollevò la sua gonna e l'agitò, un vento violento iniziò
a soffiare e rovesciò a terra l’anfora d'Ossanha,
rompendola. Ossanha se ne
accorse e quando arrivò, gridò Ewéo!
(Oh le foglie le foglie!) ma non potè impedire che gli altri Orixá
raccogliessero le foglie e se le dividessero.
Ossanha nella religione afro-brasilianaè
l'Orixa (il Mandinga,
il Feitiço, il feticcio)
delle piante medicinali e rituali. È di importanza fondamentale perché
detiene il regno ed il potere delle piante e delle foglie indispensabili nelle
cerimonie per il controllo di qualsiasi Orixa,
come pure su tutte le malattie.
A lui appartengono le ossa, i nervi ed i muscoli. Le persone con difetti fisici
nelle gambe, e coloro che non possiede una delle gambe quasi sempre sono legate
di qualche forma a questo Orixa,
dunque si presenta come una delle gambe, cioè simbolicamente e sincreticamente
balla sempre su una gamba sola come se non possedesse l’altra. Il suo
giorno è il lunedì (a Rio
Grande do Sul). I suoi colori sono il verde, il verde e il bianco,
o il verde ed il giallo. Il suo numero è il 7. il suo saluto è”Eu
Eu”. I figli di Ossanha
sono in generale persone equilibrate controllate tanto nelle emozioni quanto
nei sentimenti. Agiscono in maniera razionale non lasciando che amicizia,
inimicizia o le proprie opinioni interferiscano sulle proprie decisioni. Posseggono
grandi capacità ed efficienza.
Xango
(si pronuncia SCIANGO) è il dio del tuono. È il terzo Aláâfin
di Oyó,
il re d'Oyó,
figlio d'Oranian
e Torosi,
figlia d'Elenpê,
re di Tapás;
nato nel paese di sua madre, andòpiù tardi a Kóso
(Kossô). Il popolo di Kossô
lo rifiutò perché Xangô
aveva un carattere molto violento, dominatore ed impetuoso, ma riuscì
ad imporsi con la forza. In seguito andò ad Oyó,
insieme al suo popolo e creò là una zona cui diede il nome di
Kossô,
conservando così il suo titolo di Obá
Kossô.
Dadá-Ajaká,
figlio di primo letto di Oranian
e fratello di sangue di Xangô,
regnava ad Oyó,
ed essendo molto calmo e pacifico non aveva l’energia necessaria all’epoca
per essere un capo o un re. Xangô
lo detronizzò e Dadá-Ajaká
fu esiliato per sette anni a Igboh.
Più tardi, quando Xangô
lasciò Oyó,
Dadá-Ajaká
vi regnò nuovamente. Soltanto questa volta in modo diverso, mostrandosi
guerriero e molto coraggioso, andando anche contro la famiglia materna di
Xangô
ed attaccando Tapás.
Xangô
ebbe tre mogli: Oyá,
Oxum
ed Obá.
Xangô
era insolente e violento, tuttavia, da grande giustiziere, puniva sempre i
ladri ed i malfattori. Per questa ragione si dice che chi sia morto a causa
di un fulmine, o abbia avuto la casa o l’impresa bruciata dal fuoco,
sia vittima della rabbia e della colera di Xangô,
dio del fulmine, del tuono, della giustizia e del fuoco. Orixá
è temuto e rispettato, è virile e violento, ma giustiziere.
Si dice che Xangô
punisca i bugiardi i ladri ed i malfattori. Il suo simbolo è un’ascia
bipenne, e la bilancia, il simbolo della giustizia. Tutto che si riferisce
agli studi, alla giustizia, alle esigenze giudiziarie, al diritto, ai contratti,
ai documenti chiusi appartengono a Xangô,
al dio di Oyó,
al marito d'Oyá,
Oxum
ed Obá.
Il suo giorno è il Martedì, i sui colori sono il rosso e il
bianco, il suo numero è il 6 o il 12, il suo saluto è: Koo
Cabecile!
I figli di Xangô
sono estremamente energici, autorevoli, amano esercitare influenza sulle persone
e dominare, sono capi per natura, giusti, onesti ed equilibrati, tuttavia
quando contrastati sono posseduti da rabbia violenta ed incontrollabile. I
figli di Xangô
sono grandi conquistatori, fortemente attratti dal sesso opposto ed la conquista
sessuale gioca un ruolo importante nella loro vita.

Biografia di V. de Moraes
Marcus
Vinícius de Melo Moraes nacque nel quartiere di La Gavea, a
Río de Janeiro il 19 Ottobre del 1913. Iniziò la sua attività
di autore a 14 anni, componendo temi coi fratelli Paulo
e Haroldo Tapajós,
che nel 1933 avevano già registrato vari suoi brani, il più
noto "Loura ou Morena".
In quell’anno completò gli studi in Legge, ma non svolse mai
questa professione. In cambio, sempre nel 1933 pubblicò il suo primo
libro di poesie, "Caminho para
a distancia", definendo la sua vera vocazione. Mentre scriveva
e pubblicava le sue poesie con relativo successo si guadagnava da vivere come
giornalista, particolarmente dedicandosi alla critica cinematografica. Occupò
cariche pubbliche, tra cui quella di censore cinematografico, dipendente del
Ministerio de Educación y Salud. Ottenuta nel 1938 una borsa di studio
in letteratura inglese ad Oxford, dovette rinunciarvi per via dello scoppio
della Seconda Guerra Mondiale. Ottenne poi un incarico nel servizio diplomatico.
Nel 1946 questo lavoro lo vide a Los Angeles come viceconsole. La morte del
padre nel 1950 lo costrinse a rientrare a Río.
Nel 1953 riprese il suo legame con la musica, componendo con Antônio
María il samba "Quando
tu passas por mim". La sua nuova destinazione diplomatica fu l’Ambasciata
brasiliana a Parigi, tra il 1953 ed il 1956, dando origine a storie che affermavano
svolgesse le faccende diplomatiche nei bar nelle vicinanze dell’Ambasciata,
sempre con un bicchiere di whisky in mano. Mentre si trovava in Francia, la
sua opera teatrale "Orfeu da
Conceição" ottenne il primo premio in una competizione
organizzata come parte dei festeggiamenti per il Quarto Centenario di São
Paulo. Prese come autore delle musiche un musicista conosciuto nel 1956, Tom
Jobim, dando inizio alla coppia più feconda della musica brasiliana.
"Orfeu da Conceição"
fu trasposta in versione cinematografica nel 1959 con il titolo di "Orfeu
Negro". La colonna sonora del film comprende temi storici come
le composizioni di Luiz Bonfá
ed Antônio María
("Manha de Carnaval"
e "Samba de Orfeu")
ed altri composti da Jobim
e Vinícius: "A
Felicidade", "O
Nosso Amor" e "Frevo".
L’associazione fra Vinícius
e Tom, alla quale si aggiunse
João Gilberto con
la sua chitarra e la sua voce, diede origine nel 1958 alla Bossa
Nova. Al di là di ogni discussione circa precedenti ed influenze
presenti nel ritmo che tolse la musica brasiliana da un ambito distaccato
dal mondo, è indubbio che la nascita della Bossa
Nova sia stata "Chega
de Saudade", registrata da João
nel 1958. Altri temi di Vinícius
registrati da João Gilberto
in questi anni furono "Brigas,
Nunca Mais", "Insensatez",
"O Amor em Paz",
"A Felicidade",
"O Nosso Amor"
(tutti su musiche di Jobim)
e "Coisa Mais Linda"
e "Você e Eu",
in cui Vinícius collaborò
con Carlos Lyra. Anche Elizete
Cardoso registrò un altro album fondamentale per la Bossa
Nova nel 1958: "Canção
do amor demais", titolo di uno di temi di Vinícius
e Jobim e che comprende anche
"Outra vez", "Luciana",
"Estrada branca"
e "Chega de Saudade".
Il massimo successo di Jobim
e Vinícius fu nel
1962. Heloísa Eneida Menezes
Paes Pinto era allora una deliziosa fanciulla che viveva in calle
de Montenegro, a Ipanema. All’angolo fra Montenegro
e Prudente de Morais si trova il bar 'Veloso',
dove erano soliti incontrarsi Tom
e Vinícius. Heloísa
passava davanti al bar andando da scuola alla spiaggia, e senza saperlo fu
l’ispirazione che permise al poeta ed al musicista di comporre una canzone,
originalmente intitolata "Menina
que Passa" e successivamente immortalata come "Garota
de Ipanema". Oggi il bar ha assunto il nome del brano, la calle
de Montenegro si chiama Vinícius
de Moraes e la canzone è un autentico simbolo del Brasile in
tutto il mondo.
"Garota de Ipanema"
fu eseguita nell’Agosto del 1962 nello spettacolo Encontro,
nel club Au Bon Gourmet di Río
de Janeiro, insieme ad "Insensatez",
"Só danço samba"
ed altri brani di Tom e Vinícius.
Lo spettacolo rappresentò anche la prima uscita di Vinícius
come cantante in forma professionale, dividendo la scena con Tom,
João e Os
Cariocas.
Durante il decennio degli anni ‘60 Vinícius
continuò presentando spettacoli ("Pobre
Menina Rica", con Nara
Leão) e pubblicando libri di poesie ("Para
Viver um Grande Amor", "Para
uma Menina com uma Flor"). Cominciò a registrare un LP
in cui collaborò con Odette
Lara, nel 1964. Poi iniziò il suo sodalizio artistico con Baden
Powell, da cui vennero oltre 50 brani ("Canto
de Ossanha", "Berimbau",
"Consolaçao",
"Samba da Benção"
ed altri). Nel 1964 si presentó al night club carioca Zum-Zum
con Dorival Caymmi, registrando
un LP dal vivo. In questo spettacolo collaborava il Quarteto
Em-Cy, la cui carriera fu tenuta a battesimo da Vinícius che
accompagnarono in molte occasioni.
Fu destituito dal Servicio Diplomático
nel 1968, da che poté dedicare tutto il suo tempo all’attività
poetica e musicale. Effettuò grandi tour in Europa, Argentina ed Uruguay,
accompagnato da Maria Creuza,
Baden Powell, Chico
Buarque, Nara Leão
e Toquinho, il quale, a dispetto
della grande differenza d’età, divenne suo grandissimo amico
e compagno inseparabile nelle esibizioni che realizzò da lì
in avanti. Entrambi si presentarono ripetutamente a Buenos Aires, indimenticabili
i loro spettacoli della fine del 1970 e del 1971 al "La
Fusa" di Buenos Aires e Mar del Plata, con María
Creuza . Negli anni seguenti tornarono a Buenos Aires, prima con María
Bethânia e poi con Marilia
Medalha. Numerose composizioni e registrazioni testimoniano la indiscutibile
qualità del lavoro del poeta e del chitarrista, la cui attività
fu incessante sino alla morte di Vinícius,
nel 1980.


Biografia di Baden Powell
Roberto Baden Powell de Aquino
nasce il 06 Agosto 1937 a Varre-e-Sai,
nello stato di Rio de Janeiro.
Venne battezzato così in onore del fondatore dei Boys Scout (Robert
Baden Powell, 1857-1941). A sette anni
incomincia a suonare la chitarra classica. A quattordici anni si diploma al
conservatorio di Rio de Janeiro.
A quindici anni è un musicista professionista e a venti un famoso compositore.
Le persone importanti per la sua crescita musicale sono stati suo padre Lilo,
il maestro Jaime Florence
e i poeti Vinicius de Moraes
e Paulo Cesar Pinheiro.
Con loro Baden
ha scritto le sue più belle pagine musicali e oggi alcune di queste
canzoni sono entrate a far parte dei "classici" della storia della
musica.
Nel 1965 che compose il celebre inno idolatra "Canto
de Ossanha", con le parole di Vinicius
de Moraes. Nel 1966 l'album "Tristeza
On Guitar" è un successo
internazionale. Nel 1967 il suo concerto al "Berliner
Jazztage" in Germania ha un enorme
successo e da quel momento Baden
è amato e rispettato dal pubblico europeo. Negli anni sessanta è
l’inventore dell’Afro-Samba,
sintesi della nuova Bossa
Nova di Rio e dei ritmi africani che
aveva studiato a Bahia.
Più tardi, dopo il ritorno al jazz, arriverà a disconoscere
il suo samba definendolo come un "sortilegio
diabolico".
Nel 1970 il "Baden Powell
Quartet" debutta in una tournèe
europea e giapponese costellate di successi. Molti dei suoi album ci mostrano
un musicista sperimentatore e improvvisatore che sa unire le modulazioni barocche
ad una personale sintesi di samba e jazz. E' di questo periodo la registrazione
di albums di grande qualità che fondono la cultura afro-brasiliana
con quella europea.
Verso la metà degli anni settanta Baden
soffre di gravi problemi di salute che lo tengono lontano dalle apparizioni
pubbliche, dai concerti e dalle registrazioni. Nel 1983 si traferisce con
la moglie e i due figli a Baden-Baden
in Germania dove vive alcuni anni in "ritiro". I suoi concerti solistici
in Europa gli permettono di riportare alla ribalta i vecchi successi. Nel
1989 ritorna in Brasile e registra l'album "Rio
Das Valsas" che contiene grandi
paesaggi sonori e interpretazioni molto mature. Si occupa inoltre dell'educazione
musicale dei figli Philippe-Baden
e Louis-Marcel.
Nel Maggio del 2000 pubblica il suo ultimo disco "Lembranças"
che costituisce il testamento di un grande maestro della chitarra brasiliana.
