
So danco samba
Antonio Carlos Jobim e Vinicius De Moraes
So danço samba so danço samba
vai, vai, vai, vai, vai
So danço samba so danço samba vai
So danço samba so danço samba
vai, vai, vai, vai, vai
So danço samba so danço samba vai
Ja dancei o twist atè demais
mas nao sei me cansei do calipso ao cha cha cha
So danço samba so danço samba
vai, vai, vai, vai, vai
So danço samba so danço samba vai
Alcune notizie sul brano...
Biografia di A.C. Jobim
Antonio
Carlos Jobim, nacque il 25
gennaio 1927 nella casa dei suoi genitori in Rua
Conde do Bonfim 634, nel quartiere di Tijuca
, nella zona nord Rio de Janeiro,
ma si trasferì presto, con la famiglia, a Ipanema,
sul litorale della città carioca.
Tom, come verrà sempre
chiamato, era figlio di un diplomatico, professore, poeta e scrittore, Jorge
Jobim, e di una professoressa, Nilza
Brasileiro de Almeida Jobim, direttrice di una rinomata scuola femminile.
Nel 1931, naque la sua unica sorella, Helena,
divenuta scrittrice e giornalista.
L'appellativo di Tom gli
fu dato dalla madre, ispirandosi ad una canzone francese, perché la
piccola Helena non riusciva
a dire il nome completo del fratello maggiore.
Nel 1935 il padre Jorge morì
in circostanze non chiare. Secondo alcune fonti si trattò di suicidio;
secondo Helena Jobim, invece,
si trattò di arresto cardiaco a causa di una dose eccessiva di morfina
che gli era stata prescritta come antidepressivo. Il padre, uomo profondamente
religioso e inquieto, di cultura ottocentesca, abbandonò per due volte
la famiglia per le divergenze con la moglie, di idee socialiste. La sua figura
influenzerà Tom per
tutta la vita. La carriera di diplomatico di Jorge
Jobim non decollò mai completamente, condizionata dal suo umore
e dai suoi problemi caratteriali. Dopo alcune esperienze nelle sedi diplomatiche
brasiliane, decise di ritornare stabilmente in patria e divenne prima professore
di diritto e poi funzionario del ministero dell'educazione. Non poteva restare
a lungo fuori dal suo paese: soffriva di saudade
do Brasil. Non era il titolo di una canzone (Tom
intitolerà così una sua opera strumentale) o una barzelletta:
per Jorge Jobim era una cosa
seria e lo sarà sempre anche per il figlio.
La madre Nilza si risposò
nel 1937 con Celso Frota Pessoa,
che ne adottò i figli. La famiglia si trasferì prima a Copacabana
e poi ritornò a Ipanema
in una casa immersa nel verde e nella natura che influenzerà molto
il compositore. Il padre adottivo era un socialista e agnostico, molto diverso
da Jorge; fu lui, insieme
a uno zio materno, a indurre Tom
a coltivare il proprio talento musicale.
Tom crebbe in un ambiente
familiare che favorì la sua formazione musicale. A casa, grazie a due
zii musicisti, si ascoltavano Bach,
Stravinskij, Schömberg,
Prokofiev, Debussy,
Ravel e Bartòk
e, ovviamente, la musica brasiliana, il choro
e i chôrinhos.
A 14 anni Tom scoprì
un pianoforte nel garage di casa. Inizialmente lo trattò con distacco
(era stato acquistato per la sorella Helena
e Tom lo considerava roba
da ragazze), ma nello stesso ne fu intimorito. Fu l'avvenimento che gli cambiò
la vita. Iniziò a prendere lezioni, svogliatamente, ma abbastanza per
apprendere velocemente le basi, e non solo, della teoria musicale e della
tecnica strumentale.
Non imparò solo a suonare il pianoforte. Gli servì
solo per iniziare a comporre scale e armonie e suonare lo strumento era per
Tom un fatto tutto sommato
secondario. Erano la ricerca di soluzioni armoniche originali che gli interessavano
innanzitutto. In seguito completò gli studi musicali dedicandosi alla
composizione e imparò a suonare il flauto e la chitarra.
Nel 1946 si iscrisse alla
facoltà di architettura, ma l'abbandonò presto. Decise che la
sua vita sarebbe stata la musica.
Nel 1949 Jobim
si sposò con Thereza Hermanny
e un anno dopo nacque il suo primo figlio, Paulo.
La seconda figlia della coppia, Elisabeth,
nacque nel 1957.
Preoccupato per le condizioni economiche della famiglia, iniziò a cercare
ingaggi e a suonare nei night club (i famigerati inferninhos)
di Copacabana. Formò
un gruppetto di cui faceva parte anche Newton
Mendonça, suo primo grande partner musicale (morto giovanissimo
nel 1960). Una caratteristica di molti di questi locali, spesso bettole di
infimo ordine, ma anche locali più chic, è che erano tematici.
Così Tom suonò
ogni genere e stile musicale che si potesse ascoltare in Brasile
a quell'epoca: samba, tango,
swing, canzoni francesi e
americane. Fu una palestra importante e fu in quei locali che iniziò
a farsi un nome e a perfezionare il suo personalissimo senso dell'armonia.
Tramite lo zio, Tom conobbe
il direttore di una radio di Rio
che gli procurò una scrittura come pianista per l'emittente e, contemporaneamente,
in un locale notturno. Furono i suoi primi lavori da professionista.
I suoi primi lavori importanti furono come arrangiatore. Nel 1952
iniziò a lavorare alla casa discografica Continental.
Fu assunto perché sapeva leggere la musica e inizialmente il suo compito
era quello di scrivere sul pentagramma la musica composta dagli artisti dell'etichetta.
Il suo modo di trascrivere era però personalissimo: Jobim
stravolgeva i pezzi, non solo li arrangiava, li riempiva di accordi che nessuno
era in grado di capire e di suonare.
Nell'aprile del 1953 uscì
il primo disco contenente una canzone di Jobim.
Era un 78 giri di Mauricy Moura
che conteneva Inserteza composta
con Mendonça. Pochi
mesi dopo uscirono altri dischi con sue canzoni: Pensando
em Você e Faz uma semana
cantate da Ernani Filho.
Il suo primo successo come compositore fu Tereza
da Praia, un samba-cançao
su testo di Billy Blanco,
inciso da Dick Farney e Lúcio
Alves nel 1954, che
era un omaggio alla moglie Theresa.
Il 1954 fu l'anno decisivo
per la carriera di Jobim.
La Continental decise di
lanciare un LP che doveva essere un omaggio e una esaltazione di Rio
(con le sue montagne, il suo mare e il suo sole) e lo commissionò a
Jobim. Il disco, intitolato
Rio de Janeiro - Sinfonia popular em
tempo de samba, con testi del paroliere Billy
Branco e interpretato da cantanti di successo tra i quali Elizete
Cardoso, Dick Farney,
Lúcio Alves e altri,
non fu un successo memorabile, anche perché l'arrangiamento non fu
affidato a Jobim, ma al suo
mentore Radamés Gnatalli
(allora principale arrangiatore della casa discografica), ma consolidò
la sua reputazione.
Alla radio nazionale potè rappresentare una sua composizione sinfonica
dedicata al padre, Lenda, e in
seguito lavorò con Dolores
Duran, celebre compositrice e cantante dell'epoca, e con tutti i principali
cantanti brasiliani (tra i quali Luiz
Bonfá). Alla fine del 1954
era considerato uno dei migliori arrangiatori e compostori del paese preceduto
solo dal mostro sacro Pixinguinha.
Nel 1955 Jobim
divenne direttore artistico dell'etichetta Odeon,
la più importante del Brasile.
Alla fine dell'anno se ne andò, ma l'esperienza gli servì comunque
molto e gli diede modo di lavorare con Aloysio
de Oliveira con il quale compose molte canzoni poi divenute classici
della bossa nova (Dindi,
Eu Preciso de Você, Demais e Inútil Paisagem).
Nel 1956 il poeta, diplomatico
e musicista Vinicius de Moraes
propose a Jobim di musicare
il suo poema Orfeu da Conceição.
I due si conoscevano poco e solo perché frequentavano lo stesso esclusivo
locale di Ipanema, il Clube
da Chave, dove Tom
suonava il piano e che fu la vera culla della musica brasiliana degli anni
'50. Vi si esibiva spesso Johnny
Alf, un musicista che suonava il jazz e il cui stile conteneva già
il DNA della futura bossa nova.
Jobim fu consigliato a Vinicius,
appena tornato da un soggiorno diplomatico all'estero, da suo cognato, il
giornalista Ronaldo Bôscoli.
L'incontro decisivo, secondo la versione ufficiale della storia, avvenne in
un bar del centro, il Villarino,
luogo d'incontro degli intelletuali di Rio,
alla presenza del giornalista Lúcio
Rangel. Alla proposta del grande poeta, Jobim
chiese: "c'è da guadagnarci
qualche soldo?" L'uscita indignò Rangel
che rimproverò il pianista: "Come
fai a parlare di soldi davanti a un invito come questo? Tom, hai di fronte
il poeta Vinicius de Moraes!". Jobim
non si impressionò poi molto e rimase dell'idea che la questione economica
non era poi così trascurabile, ma Vinicius
simpatizzò immediatamente per l'impertinente pianista.
Ne nacque una amicizia e una collaborazione che fece la storia della musica
brasiliana. La sintonia tra i due si rivelò immediatamente fruttuosa.
Jobim e Vinicius
si rinchiusero in un appartamento di Rio
e iniziarono a lavorare sull'Orfeo,
la versione carioca del mito classico. Dopo alcuni tentativi su temi samba,
fu la volta di Se Todos Fossem Iguais
a Você e di altre splendide canzoni.
La piéce fu rappresentata il 25
settembre del 1956 al Teatro
Municipal di Rio de Janeiro,
con Haroldo Costa nella parte
di Orfeo e Dirce
Paiva in quella di Eurídice.
Ebbe un notevole successo e, nell'ottobre dello stesso anno, Aloysio
de Oliveira, che aveva sostituito Jobim
alla direzione artistica della Odeon,
pubblicò un disco con le canzoni dello spettacolo teatrale. Gli arrangiamenti
erano di Jobim, la chitarra
era suonata da Luiz Bonfá
e la voce di Orfeo era di
Roberto Paiva.
Non si può dire che il disco ebbe un grande successo commerciale, ma
si trattava pur sempre dell'opera di uno dei più considerati intellettuali
brasiliani. La carriera di Jobim
come compositore ebbe un nuovo impulso. Le sue canzoni venivano incise da
tutti i più importanti interpreti: fu soprattutto la bravissima Sylvia
Telles a lanciare le sue nuove canzoni scritte con il fido Newton
Mendonça.
Nel 1957 il produttore francese
Sacha Gordine, che aveva
conosciuto Vinicius durante
un suo soggiorno diplomatico a Parigi,
decise di realizzare un film basato sul lavoro teatrale Orfeu
da Conceição. Gordine
decise di non utilizzare nessuna delle musiche già scritte per la piéce
originale e per il film, una co-produzione franco-italo-brasiliana, pretese
una nuova partitura che fu commissionata a Jobim
e a Vinicius.
Jobim rimase parecchio indispettito:
non capiva perché bisognasse rifare tutto il lavoro. Ma Vinicius
era amico del produttore e quindi, alla fine, Jobim
si sottomise alla richiesta. In pochi giorni, al telefono (Vinicius
si trovava in quel periodo a Montevideo
in missione diplomatica), vennero composte alcune nuove canzoni: A
felicidade, Frevo e O
nosso amor.
Il regista, Marcel Camus,
e Gordine, non le ritennero
sufficienti e aggiunsero due pezzi composti da Luiz
Bonfá che era stato ingaggiato per suonare la chitarra e per
la direzione artistica. Bonfá
tirò fuori dal cassetto due sue vecchie e inedite composizioni. Ci
fu un po' di scarica barile su chi avrebbe scritto i testi: Vinicius
declinò l'invito e alla fine Antônio
Maria, pur senza entusiasmo, scrisse le parole per Manhã
de carnaval e Samba de Orfeu.
Vinicius protestò
perché riteneva i testi del tutto estranei alla sua idea di Orfeo:
erano troppo positivi e ottimistici, mentre la sua era, nelle intenzioni,
la riproposizione di una tragedia greca.
I motivi che portarono malcontento tra i musicisti brasiliani (in particolare
Jobim) e che rischiarono
di far naufragare il progetto (al punto che Gordine
cercò di risolvere la cosa accordandosi con dei compositori europei),
era legato ai diritti di pubblicazione. Le canzoni originali non andavano
bene perché erano già state pubblicate in Brasile
e i francesi, invece, volevano canzoni inedite per poterle pubblicare in Francia.
Gordine si prese, così,
metà della torta e furono inseriti nel gruppo il regista Camus
e due parolieri francesi a cui, nonostante non avessero fatto niente, fu attribuita
una quota. Alla fine a Jobim
e a Vinicius, così come a Bonfá
e a Antônio Maria,
rimaneva solo il 10%.
Per i ruoli da protagonista furono scelti Breno
Mello (Orfeu) e Marpessa
Dawn (Eurídice).
Il primo non era un cantante e la seconda era americana: andavano quindi doppiati.
Mello non era nemmeno un
attore, ma una riserva della Fluminense
e fu consigliato a Gordine
da Ronaldo Bôscoli,
tifoso di quella squadra, perché era nero, bello e atletico. La voce
femminile fu affidata a Elizete
Cardoso, che aveva appena inciso l'album Canção
do amor demais ed era la ragazza di Vinicius.
Per la voce maschile si pensò dapprima a João
Gilberto, ma poiché il suo timbro non era proprio da negro,
fu scelto Agostinho dos Santos.
Il film Orfeu Negro (o Orfeu
do carnaval), fu realizzato nel 1958
e vinse la Palma d'Oro a
Cannes e l'Oscar
come miglior film straniero nel 1959.
Le canzoni del film ebbero un successo straordinario e lanciarono sia Bonfá
che Jobim all'attenzione
internazionale. Nessuno però, al tempo, utilizzò bossa
nova per indicare quel tipo di musica. Gli ingredienti però
c'erano già tutti: le musiche di Tom
Jobim, le liriche di Vinicius
e la chitarra che, come nel brano A
felicidade, suonata da Roberto
Menescal, conteneva già tutte le caratteristiche ritmiche che
avrebbe reso celebre il genere. Mancava solo il tocco finale: João
Gilberto.
La nascita della bossa nova
è generalmente fatta coincidere, storicamente, con l'uscita del primo
album interamente composto da Tom
Jobim e da Vinicius
de Moraes per la cantante
Elisete Cardoso. Il disco,
intitolato Canção do amor
demais, uscì nel 1959
per la Odeon e conteneva
due pezzi nei quali la chitarra era suonata da João
Gilberto. Uno era Outra vez,
del solo Jobim, l'altro era
Chega de saudade.
Le altre tracce del disco sono tutte canzoni melodiche, al limite del melodramma,
con un solenne accompagnamento d'archi. Mai Outra
vez e, soprattutto, Chega de
saudade, erano qualcosa di nuovo. In primo luogo erano su ritmo samba,
ma soprattutto avevano una cadenza innovativa e che, all'epoca, fece scalpore.
La chitarra di Gilberto era
la grande novità.
La bossa nova era nata e,
da quel momento, tutti in Brasile,
cercando di copiare la batida
di Gilberto, iniziarono a
suonarla. Jobim, quando incontrò
il chitarrista, rimase colpito dal suo modo di suonare; disse che sembrava
la cadenza di una lavatrice.
Da quel momento per Tom Jobim
iniziò una frenetica attività: non riusciva a star dietro alle
richieste che gli arrivavano. Componeva, suonava nei club, suonava alla radio.
Tutti i principali cantanti brasiliani, tra il 1959
e il 1960, incisero canzoni
e interi album con le sue canzoni. Tra questi, ovviamente, João
Gilberto, che prima incise a suo nome Chega
de suadade, poi reinterpretò in modo magnifico le canzoni di
Orfeu Negro, dal quale era
stato escluso, come piccola vendetta personale. L'ultimo ingrediente mancante
alla bossa nova, la sua voce
nasale, monocorde, ma suggestiva, era stato inserito nella ricetta.
Nel 1959 Sylvia
Telles incise due LP con sole canzoni di Jobim,
il quale produsse anche gli album di João
Gilberto, iniziò a lavorare alla televisione brasiliana (TV
Tupi) dirigendo un'orchestra nel programma Noite
de Gala, presentò per quasi un anno il programma O
bom Tom alla TV di San Paolo
Canal 5. Sempre nel 1959,
con Vinicius, realizzò
l'album Por toda a minha vida per
la soprano Lenita Bruno e
un'orchestra sinfonica.
Con la partenza del poeta per l'Uruguay,
Jobim ebbe modo di lavorare
anche con altri parolieri. In quel periodo compose, tra i tanti, pezzi come
Desafinado, Meditação
e Samba de uma nota só
(con Newton Mendonça),
De você eu gosto, Dindi
, Demais e Eu
preciso de você (con Aloysio
de Oliveira), Esquecendo você,
Canção da eterna despedida,
Este seu olhar, Fotografia
e Só em teus braços
da solo. Oltre alle canzoni già citate, dall'intesa con Vinicius
uscirono Insensatez, É
preciso dizer adeus, Canta, canta
mais, O que tinha de ser,
Sem você, Brigas,
nunca mais e Eu sei que vou te
amar.
Nell'agosto del 1962 con
Vinicius, João
Gilberto e altri "bossanovisti" della prima ora, partecipò
al memorabile spettacolo Encontro
nel ristorante Au Bon Gourmet
di Copacabana, organizzato
dall'amico Aloysio de Oliveira.
In quell'occasione, la prima in cui il poeta si esibiva dal vivo, furono presentate,
per la prima volta al pubblico, alcune nuove canzoni rimaste nella storia
della bossa nova: Só
danço samba, Samba do
Avião e, soprattutto, Garota
de Ipanema, che diventerà la canzone più celebre del
sodalizio Jobim-Vinicius.
La canzone fu introdotta da un dialogo che fece storia: Tom
il compositore di una canzone sull'amore, Vinicius
il poeta che poteva descriverlo e João
la voce che poteva cantarlo, poi tutti e tre attaccarono con Olha
que coisa mais linda, mais cheia de graça.... Nei due anni successivi
Garota de Ipanema fu registrata
più di 40 volte tra il Brasile
e gli Stati Uniti.
Dopo il grande successo, Jobim
cominciò a tranquillizzarsi dal punto di vista economico: potè
comperare la casa in cui abitava a Copacabana,
in Rua Nascimento Silva,
liberandosi dall'incubo dell'affitto, e acquistò la sua prima auto,
un maggiolino azzurro.
In quegli anni compose alcune colonne sonore: per Pista
de Grama nel 1958,
per Porto das Caixas nel
1961 e per Copacabana
Palace, un film comico italiano uscito nel 1962
nel quale partecipò come attore, insieme a João
Gilberto, diretto da Steno,
con Walter Chiari e l'attrice
francese Mylène Démongeot,
con la quale ebbe una relazione. Nel 1962
Jobim esordì anche
come cantante in una registrazione nel disco che il flautista Herbie
Mann registrò in Brasile.
Nel 1959 iniziò a
pensare anche a un'opera di più largo respiro: una sinfonia in cinque
movimenti intitolata Brasília,
sinfonia de Alvorada. La completò un anno dopo, con Vinicius
(che si occupò dei testi recitati), ispirato dal nuovo e ottimista
Brasile sul quale soffiava
il vento della bossa e del
presidente Juscelino Kubitschek.
La prima opera era stata dedicata alla sua Rio
de Janeiro, questa seconda fu dedicata alla nuova capitale della nazione,
Brasília.
Il presidente brasiliano l'aveva commissionata ai due nel 1958
e voleva che fosse pronta per l'inaugurazione di Brasília.
Ci furono molti ostacoli per Jobim
e Vinicius, criticati nell'ambiente
dello spettacolo per l'adesione ad un progetto considerato assurdo dall'opposizione
politica. I due vissero anche per un periodo nella città, nei palazzi
presidenziali, per trarre ispirazione dalla mastodontica opera che lì
si stava realizzando.
Brasília fu inaugurata,
senza la sua sinfonia, il 21 aprile
del 1960 e lo spettacolo, durante il quale doveva essere rappresentata
nel settembre dello stesso anno, fu cancellato per i costi ritenuti eccessivi.
L'opera sarà rappresentata per la prima volta solo nel 1966
alla TV Excelsior di San
Paolo, ma nel 1960
uscì su un disco della Columbia.
Proprio nel periodo in cui Tom,
Vinicius e João
Gilberto realizzavano lo spettacolo Encontro,
il sassofonista Stan Getz
e il chitarrista Charlie Byrd
fecero uscire il celebre album Jazz
Samba attraverso il quale i ritmi
brasiliani iniziarono a conquistare gli Stati
Uniti. Il successo dell'album fu accompagnato da quello di una versione
strumentale di Desafinado che
divenne il primo hit di bossa nova
al di fuori del Brasile.
La presentazione ufficiale della bossa
nova negli Stati Uniti
avvenne il 21 novembre del 1962
con un grande concerto alla Carnegie
Hall di New York a
cui parteciparono tutti i più importanti artisti brasiliani dell'epoca:
João Gilberto, Luiz
Bonfá, Agostinho dos
Santos, Roberto Menescal,
Sérgio Mendes e Oscar
Castro Neves. Lo spettacolo non ebbe critiche particolarmente favorevoli:
troppa confusione sul palco, un po' di dilettantismo degli artisti brasiliani,
poca organizzazione e una acustica pessima resero una cattiva pubblicità
al nuovo genere musicale di cui Jobim
era uno dei protagonisti più attesi.
Tom rimase comunque negli
Stati Uniti, (come fecero
anche Gilberto e Mendes).
Iniziò a suonare in qualche locale del Village
e a Washington e fu elogiato
da alcuni critici che poterono ascoltarlo. Si esibì anche in TV con
Gerry Mulligan. L'incontro
decisivo fu con il produttore Creed
Taylor che lo portò a registrare il suo primo album americano,
lo strumentale The Composer of Desafinado
Plays per la Verve Records.
Sempre con Taylor, partecipò
all'incisione di Jazz Samba Ancore!
con Stan Getz e Luiz
Bonfá e, infine, al celebre Getz/Gilberto,
disco fortunatissimo che lanciò nel mondo la sua The
Girl From Ipanema nell'interpretazione di Astrud
Gilberto, moglie di João.
Il successo ottenuto negli Stati
Uniti permise a Jobim
di realizzare altri dischi con la Verve
Records e di collaborare alla realizzazione di molti altri. Il disco
The Wonderful World of Antonio Carlos
Jobim fu arrangiato da Nelson
Riddle e A Certain Mr. Jobim
da Claus Ogerman. Collaborò
anche, in Brasile, con la
nuova etichetta fondata dall'amico Aloysio
de Oliveira, la Elenco,
per la quale realizzò un disco con Dorival
Caymmi e i suoi figli, Dori,
Danilo e Nana.
Nel 1964 fondò una
sua casa di edizioni musicali, la Corcovado
Music, e iniziò a collaborare con Ray
Gilbert, che divenne suo editore e suo paroliere in inglese di fiducia.
Jobim era infatti non soddisfatto
delle precedenti versioni in inglese delle sue canzoni e rimase invece colpito
dai testi di Gilbert che
aveva già al suo attivo una lunga frequentazione con la musica brasiliana
e sudamericana.
Alla fine del 1966, Jobim
si trovava Rio de Janeiro,
nello stesso locale di Ipanema
nel quale nacque l'idea di Garota de
Ipanema. Ricevette una telefonata dagli Stati
Uniti: "Mi piacerebbe fare
un disco con te e volevo sapere se l'idea poteva interessarti".
All'altro capo del telefono c'era Frank
Sinatra.
Il disco fu registrato a Los Angeles
e Jobim compose per l'occasione
due pezzi nuovi: Wave e Triste.
Tom arrivò negli Stati
Uniti nel gennaio del 1967
e passò molto tempo, da solo, in hotel, aspettando che il celebre cantante
americano si facesse vivo per iniziare la registrazione. Sinatra
era in fuga alle Barbados
per sfuggire alla moglie Mia Farrow
dopo una lite. In hotel passava il tempo componendo, guardando la TV e scrivendo
lettere a Vinicius de Moraes
(nelle quali si definiva frustrato, annoiato e infelice e alla fine delle
quali si firmava come Astênio
Claustro Fobim).
Quando Sinatra arrivò
e iniziarono le registrazioni, Jobim
era abbastanza nervoso e preoccupato. Sinatra
lo mise subito a suo agio. Prima volle registrare alcune canzoni americane
arrangiate da Claus Ogerman
su ritmi brasiliani per prendere confidenza con lo stile e in quelle canzoni
si fece accompagnare da Tom
alla chitarra e al pianoforte e duettò con lui in inglese. Poi iniziarono
le registrazioni dei pezzi di Jobim
tra le quali spiccano Insensatez,
Dindi e una bella versione di
The Girl From Ipanema con Tom
che canta in portoghese.
Il disco, intitolato Francis Albert
Sinatra & Antonio Carlos Jobim, fu elogiato dalla critica e vendette
molto bene (anche per gli standard di Sinatra
a quei tempi). Tom partecipò
anche allo show televisivo per la NBC
di Sinatra (duettarono su
Corcavado). Qualche anno dopo
Sinatra realizzò un
altro disco con canzoni di Jobim,
Sinatra e Company, con arrangiamenti
di Eumir Deodato.
Nel 1967 iniziò una
fortunata collaborazione e amicizia con il cantautore Chico
Buarque de Hollanda con il quale Jobim
realizzò alcune belle canzoni e con il quale vinse il 3°
Festival della Canzone Internazionale di Rio de Janeiro (il corrispettivo
brasiliano dell'italiano Festival di Sanremo), con la canzone Sabiá.
L'anno successivo il fortunato festival fu boicottato dai principali artisti
brasiliani in polemica con la censura del regime dittatoriale. Fu l'inizio
di una lunga stagione di persecuzione nei confronti dei musicisti e degli
intellettuali brasiliani che, in molti casi, furono costretti all'esilio.
Anche Jobim entrò
nella lista nera del regime.
La moda della bossa nova,
negli Stati Uniti, era finita
e, nonostante la sua notorietà, Jobim
iniziò a rallentare la sua attività sia in Brasile,
dove era sempre meno facile lavorare, che negli Stati
Uniti. Si dedicò per qualche tempo alla scrittura di colonne
sonore per film mai troppo fortunati e iniziò il suo periodo ecologista.
Nei primi anni '70 realizzò
diversi dischi per la Warner Bros.,
per la Verve e per la CTI
Jazz di Creed Taylor
con la collaborazione d Eumir Deodato
e Claus Ogerman. Passava
sempre più tempo negli Stati
Uniti.
Nel 1972 scrisse Águas
de março che sarà lanciata da Elis
Regina. È considerata una delle più belle canzoni brasiliane
di tutti i tempi e, nel suo paese, divenne più popolare di Garota
de Ipanema.
Nel 1974 uscì l'album
capolavoro Elis & Tom con
la cantante brasiliana più celebre, Elis
Regina. Il disco, registrato a Los
Angeles, contiene, oltre al bellissimo duetto di Águas
de março, alcune canzoni di Jobim
interpretate magistralmente da Elis.
Il disco fu lanciato in Brasile
con un memorabile concerto a San
Paolo che segnò, anche, la prima esibizione di Jobim
in Brasile dopo diversi anni.
Nel 1975 conobbe Ana
Beatriz Lontra, di 19 anni, fotografa, con la quale iniziò una
duratura relazione (divorziò dalla prima moglie nel 1977).
Jobim era già nonno
di Daniel, figlio di Paulo.
Nel 1978 nacque il primo
figlio di Tom e Ana,
João Francisco, seguito,
nel 1987, da Maria
Luíza Helena, nata quando il compositore aveva già 60
anni.
Ana divenne anche partner
artistico di Jobim che, negli
anni, mise in piedi un gruppo formato prevalentemente da suoi familiari, la
Banda Nova (o Nova
Banda). Oltre a Ana
(divenuta signora Jobim),
nel coro c'era la figlia Elisabeth
e il figlio Paulo suonava
la chitarra. Gli altri erano i figli di Dorival
Caymmi, le sorelle di Chico
Buarque e alcuni vecchi amici.
Nel 1978 Aloysio
de Oliveira produsse uno spettacolo al teatro Canecão
di Rio de Janeiro, organizzato
per il ritorno di Vinicius de Moraes
sui palchi brasiliani dopo una assenza di 15 anni. Allo spettacolo musicale
che, programmato per 4 settimane, proseguì per un totale di 8 mesi,
parteciparono Jobim, Toquinho,
allora spalla di Vinicius
e Miúcha, sorella
di Chico Buarque e ex-moglie
di João Gilberto,
che all'epoca stava registrando un disco in coppia con Tom.
Lo spettacolo/concerto, che fu portato anche in Italia
e nel resto d'Europa e del
Sud America, ebbe un successo
clamoroso e fu immortalato nel disco Gravado
ao vivo no Canecão.
Negli anni successivi Jobim,
stabilitosi con Ana in una
bella casa a Rio, incise
altri dischi con molte nuove canzoni, collaborando con Chico
Buarque, con Miúcha,
duettando con Edu Lobo e
componendo nel 1983, la colonna
sonora del film Gabriela
con l'omonima canzone portata al successo da Gal
Costa.
Gli anni '80 furono un periodo
di omaggi alla sua opera: premi, special televisivi, dischi tributo. Compose
molto per il cinema e per la TV, girò il mondo con la Banda
Nova, suonò con i Wiener,
poi al festival di Montreux
e, di nuovo, alla Carnegie Hall.
Nel 1986 ebbe nuovamente
grande successo con un disco a suo nome realizzato con la Nova
Banda, Passarim.
Antônio, o Brasileiro fu
il titolo dello spettacolo televisivo trasmesso in Brasile
e negli Stati Uniti per festeggiare
i 60 anni del Maestro.
Nel 1989, alla Carnegie
Hall, fu realizzato un concerto per festeggiare i 25 anni di successo
di The Girl From Ipanema. Secondo
quando detto nell'occasione, la canzone aveva raggiunto 3 milioni di esecuzioni
tra registrazioni ed esecuzione alla radio e alla TV. Jobim
era il secondo compositore straniero per numero di esecuzioni.
Gli ultimi anni furono dedicati, ancor più della decade precedente,
alla diffusione della musica brasiliana nel mondo e alla memoria di Vinicius
(morto nel 1980). Nel 1990
fu inaugurata l'Università
della Musica a San Paolo
e Jobim ne divenne il rettore.
Nel 1992, in un periodo di
premi, omaggi, concerti e tributi, si riunì con João
Gilberto per un memorabile concerto a San
Paolo per ricordare i 30 anni della prima esibizione dei bossanovisti
alla Carnegie Hall.
Antonio Brasileiro, del 1994,
fu l'ultimo disco del Maestro: vi partecipò anche Sting
e Jobim potè persino
duettare con la figlia Maria Luíza
di 7 anni e il nipote Daniel
di 11 (insieme a tutto il clan Jobim).
Ebbe ancora il tempo di fare l'ennesima esibizione alla Carnegie
Hall in compagnia di Pat
Metheny e Herbie Hancock
per i 50 anni della Verve Records
e di esibirsi per beneficenza con Luciano
Pavarotti, Sting e
Elton John.
Il suo ultimo concerto fu a Gerusalemme
nel maggio del 1994. Tornò
a Rio per registrare Fly
Me To The Moon per il secondo album di duetti di Frank
Sinatra. Tre giorni dopo aver finito la registrazione, si spostò
a New York per farsi operare
per problemi circolatori; si scoprì, invece, un tumore maligno.
Il Maestro morì l'8 dicembre
1994, a 67 anni, al Mount
Sinai Hospital di New York.
Giace al Cemitério São
João Batista di Rio
de Janeiro.
Antonio Carlos Jobim è
uno dei pochi autori non anglosassoni inseriti nella Songwriters
Hall of Fame statunitense.
Nel 1990 ha ricevuto il Premio
Tenco a San Remo come
Operatore culturale (il premio come Artista fu vinto da Caetano
Veloso).
Nel 1995 il suo album Antonio
Brasileiro ha vinto, postumo, il premio come Best
Latin Jazz Performance ai Grammy
Awards.
Alla sua memoria è dedicato il principale scalo di Rio,
l'Aeroporto Internacional Antonio
Carlos Jobim (un tempo Aeroporto
Internacional do Galeão).

Biografia di V. de Moraes
Marcus
Vinícius de Melo Moraes nacque nel quartiere di La Gavea, a
Río de Janeiro il 19 Ottobre del 1913. Iniziò la sua attività
di autore a 14 anni, componendo temi coi fratelli Paulo
e Haroldo Tapajós,
che nel 1933 avevano già registrato vari suoi brani, il più
noto "Loura ou Morena".
In quell’anno completò gli studi in Legge, ma non svolse mai
questa professione. In cambio, sempre nel 1933 pubblicò il suo primo
libro di poesie, "Caminho para
a distancia", definendo la sua vera vocazione. Mentre scriveva
e pubblicava le sue poesie con relativo successo si guadagnava da vivere come
giornalista, particolarmente dedicandosi alla critica cinematografica. Occupò
cariche pubbliche, tra cui quella di censore cinematografico, dipendente del
Ministerio de Educación y Salud. Ottenuta nel 1938 una borsa di studio
in letteratura inglese ad Oxford, dovette rinunciarvi per via dello scoppio
della Seconda Guerra Mondiale. Ottenne poi un incarico nel servizio diplomatico.
Nel 1946 questo lavoro lo vide a Los Angeles come viceconsole. La morte del
padre nel 1950 lo costrinse a rientrare a Río.
Nel 1953 riprese il suo legame con la musica, componendo con Antônio
María il samba "Quando
tu passas por mim". La sua nuova destinazione diplomatica fu l’Ambasciata
brasiliana a Parigi, tra il 1953 ed il 1956, dando origine a storie che affermavano
svolgesse le faccende diplomatiche nei bar nelle vicinanze dell’Ambasciata,
sempre con un bicchiere di whisky in mano. Mentre si trovava in Francia, la
sua opera teatrale "Orfeu da
Conceição" ottenne il primo premio in una competizione
organizzata come parte dei festeggiamenti per il Quarto Centenario di São
Paulo. Prese come autore delle musiche un musicista conosciuto nel 1956, Tom
Jobim, dando inizio alla coppia più feconda della musica brasiliana.
"Orfeu da Conceição"
fu trasposta in versione cinematografica nel 1959 con il titolo di "Orfeu
Negro". La colonna sonora del film comprende temi storici come
le composizioni di Luiz Bonfá
ed Antônio María
("Manha de Carnaval"
e "Samba de Orfeu")
ed altri composti da Jobim
e Vinícius: "A
Felicidade", "O
Nosso Amor" e "Frevo".
L’associazione fra Vinícius
e Tom, alla quale si aggiunse
João Gilberto con
la sua chitarra e la sua voce, diede origine nel 1958 alla Bossa
Nova. Al di là di ogni discussione circa precedenti ed influenze
presenti nel ritmo che tolse la musica brasiliana da un ambito distaccato
dal mondo, è indubbio che la nascita della Bossa
Nova sia stata "Chega
de Saudade", registrata da João
nel 1958. Altri temi di Vinícius
registrati da João Gilberto
in questi anni furono "Brigas,
Nunca Mais", "Insensatez",
"O Amor em Paz",
"A Felicidade",
"O Nosso Amor"
(tutti su musiche di Jobim)
e "Coisa Mais Linda"
e "Você e Eu",
in cui Vinícius collaborò
con Carlos Lyra. Anche Elizete
Cardoso registrò un altro album fondamentale per la Bossa
Nova nel 1958: "Canção
do amor demais", titolo di uno di temi di Vinícius
e Jobim e che comprende anche
"Outra vez", "Luciana",
"Estrada branca"
e "Chega de Saudade".
Il massimo successo di Jobim
e Vinícius fu nel
1962. Heloísa Eneida Menezes
Paes Pinto era allora una deliziosa fanciulla che viveva in calle
de Montenegro, a Ipanema. All’angolo fra Montenegro
e Prudente de Morais si trova il bar 'Veloso',
dove erano soliti incontrarsi Tom
e Vinícius. Heloísa
passava davanti al bar andando da scuola alla spiaggia, e senza saperlo fu
l’ispirazione che permise al poeta ed al musicista di comporre una canzone,
originalmente intitolata "Menina
que Passa" e successivamente immortalata come "Garota
de Ipanema". Oggi il bar ha assunto il nome del brano, la calle
de Montenegro si chiama Vinícius
de Moraes e la canzone è un autentico simbolo del Brasile in
tutto il mondo.
"Garota de Ipanema"
fu eseguita nell’Agosto del 1962 nello spettacolo Encontro,
nel club Au Bon Gourmet di Río
de Janeiro, insieme ad "Insensatez",
"Só danço samba"
ed altri brani di Tom e Vinícius.
Lo spettacolo rappresentò anche la prima uscita di Vinícius
come cantante in forma professionale, dividendo la scena con Tom,
João e Os
Cariocas.
Durante il decennio degli anni ‘60 Vinícius
continuò presentando spettacoli ("Pobre
Menina Rica", con Nara
Leão) e pubblicando libri di poesie ("Para
Viver um Grande Amor", "Para
uma Menina com uma Flor"). Cominciò a registrare un LP
in cui collaborò con Odette
Lara, nel 1964. Poi iniziò il suo sodalizio artistico con Baden
Powell, da cui vennero oltre 50 brani ("Canto
de Ossanha", "Berimbau",
"Consolaçao",
"Samba da Benção"
ed altri). Nel 1964 si presentó al night club carioca Zum-Zum
con Dorival Caymmi, registrando
un LP dal vivo. In questo spettacolo collaborava il Quarteto
Em-Cy, la cui carriera fu tenuta a battesimo da Vinícius che
accompagnarono in molte occasioni.
Fu destituito dal Servicio Diplomático
nel 1968, da che poté dedicare tutto il suo tempo all’attività
poetica e musicale. Effettuò grandi tour in Europa, Argentina ed Uruguay,
accompagnato da Maria Creuza,
Baden Powell, Chico
Buarque, Nara Leão
e Toquinho, il quale, a dispetto
della grande differenza d’età, divenne suo grandissimo amico
e compagno inseparabile nelle esibizioni che realizzò da lì
in avanti. Entrambi si presentarono ripetutamente a Buenos Aires, indimenticabili
i loro spettacoli della fine del 1970 e del 1971 al "La
Fusa" di Buenos Aires e Mar del Plata, con María
Creuza . Negli anni seguenti tornarono a Buenos Aires, prima con María
Bethânia e poi con Marilia
Medalha. Numerose composizioni e registrazioni testimoniano la indiscutibile
qualità del lavoro del poeta e del chitarrista, la cui attività
fu incessante sino alla morte di Vinícius,
nel 1980.


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