
Trem das onze
Adoniran Barbosa, 1964
Bam zam zam zam zam zam
Pascalingudum, Pascalingudum, Pascalingudum
Não posso ficar
Nem mais um minuto com você!
Sinto muito amor, mas não pode ser
Moro em Jaçanã
Se eu perder esse trem
Que sai agora às onze horas
Só amanhã de manhã
E além disso, mulher
Tem outra coisa:
Minha mãe não dorme enquanto eu não chegar
Sou filho único
Tenho minha casa prá olhar
(breque) Eu não posso ficar!
Bam zam zam zam zam zam
Pascalingudum, Pascalingudum, Pascalingudum

Alcune notizie sul brano...
Trem das Onze
("il treno delle ventitrè")
è considerata, sia dallo stesso Adoniran
sia da molti altri, il suo vero capolavoro. Fu lanciato nel 1964 e resa famosa
lo stesso anno dal gruppo di samba Demônios
da Garoa e, al contrario di successi carnevaleschi precedenti come
Malvina e Joga
a Chave, ha cominciato ad avere successo prima a Rio
de Janeiro e soltanto più tardi a San
Paolo. È stata la canzone più popolare in occasione dei
festeggiamenti per i 400 anni della città di Rio.
Una canzone paulistana che diventa il più grande successo nella terra
del samba!
Con un ritmo delizioso ed una melodia molto orecchiabile, Barbosa
ritrae con umorismo il dramma di un innamorato che vive in un sobborgo povero
e lontano di São Paulo
chiamato Jaçanã
e che non può stare più a lungo con la sua amata perchè
l’ultimo treno sta per partire e sua madre non può dormire fino
a che non tornerà a casa. Secondo alcuni, con la frase "Moro em
Jaçanã", Adoniran intendeva rendere ancora più forte
il significato di luogo distante, poichè l'espressione corretta sarebbe
stata "Moro no Jaçanã
La canzone è un buon esempio sia del classico samba "paulista" che dell’uso di una struttura compositiva nota come il "samba de breque" (stoppato), in cui il flusso melodico si interrompe improvvisamente come per aprire una parentesi.
Fra le curiosità occorre dire che Adoniran era letteralmente terrorizzato all'idea di prendere un treno perchè aveva paura di rimanere incastrato nelle porte! Ma Adoniran non parla di un treno a caso e di un orario fittizio o inventato, ma di un ben preciso treno:
Adomiran afferma che:
1) "moro em Jaçanã".
2) "Minha mãe não dorme enquanto eu não chegar"
Pertanto si deduce che la destinazione del passeggero della canzone era la
Estação Jaçanã,
che era servita dal Trem da Cantareira.
3) "Se eu perder esse trem que sai agora as 11 horas só amanhã
de manhã"
Pertanto l'imbarco sul treno avveniva alle 23.
In quale stazione? Consultando l'orario dei treni della linea Trem
da Cantareira, si deduce che vi era un solo treno che partiva circa
alle 23:
a) partenza dalla Estação
Vila Mazei alle 22:59.
b) Convoglio RG7, linea Tamanduatei-Guarulhos".
c) Importante: questo treno correva solo la domenica ed i festivi.
In merito all'inesattezza d'orario lo stesso Adoniran
in un'intervista, al programma Ensaio
disse: "Non era il treno delle
11, era quello delle 10:59, un minuto, un minutino di differenza."
4) Pertanto Adoniran Barbosa
nella canzone:
4a) descrive un viaggio di un utente abituale del Trem
da Cantareira.
4b) utente dell'ultimo treno, della domenca e dei festivi
4c) del "comboio RG7"
4d) con partenza alle 22:59 dalla Estação
de Vila Mazzei
5e) con arrivo alla Estação
Jaçanã.
La Estação Vila Mazzei,
fu demolita nel 1965 e si
trovava dove oggi si incrociano la
Rua Pero Vidal e la Rua Manoel
Gaia e Benjamim Pereira. La Estação
Jaçanã, (l'antica Guapira)
fu demolita nel 1965 e si
trovava vicina a dove oggi è collocata la Praça
Dr. João Batista Vasques.
Ma qual'era il legame di Adoniram
con il quartiere di Jaçanã?
A Jaçanã
si trovavano gli studi della Cinematográfica
Maristela, dove furono registrati film
con Regina Duarte,
Mazzaroppi,
Procópio Ferreira
e Adoniran Barbosa.
E a Vila Mazei
si trovavano le migliori "Botecos"
(osterie)!
Il Trem da Cantareira, una
linea urbana di treni della città di São
Paulo. Iniziato come un ramo della Estrada
de Ferro Sorocabana, inaugurato nel 1893,
partiva da Rua João Teodoro
ed era adibito al trasporto di materiali da costruzione pre la Adutora
Cantareira (una strada). Questo tratto nasceva poco al di là
di quello che oggi è il quartiere di Tremembé
di Sao Paulo ed utilizzava
un locomotore a legna.
Poco dopo l'apertura iniziò anche il trasporto di passeggeri dai quartieri
alla periferia di Sao Paulo.
Nel corso del 1907 fu costruita
la stazione di Parque Dom Pedro
II. Nel 1908 iniziò
la costruzione della succursale Guapira
che conduceva dall'Asilo dos Inválidos (l'ancora attivo Ospedale
Geriatrico e convalescenti D. Pedro II) a Guapira,
l'attuale quartiere Jaçanã,
immortalata nel brano di Adoniran
Barbosa. I rami della linea si dividevano alla stazione di Areal
di fronte al vecchio carcere, dove oggi si trova il Carandiru,
la stazione della metropolitana.
Solo nel 1913 è stata
inaugurata la prima stazione intermedia, Tucuruvi,
e poche altre stazioni sono stati aperti lungo le linee. Nel 1915
raggiunse Guarulhos
con le stazioni di Areal,
Carandiru, Paulicéia,
Inglesa, Tucuruvi,
Vila Mazzei, Jaçanã,
Vila Galvão, Gopoúva,
Guarulhos e nel 1947
prolungata sino all'aeroporto militare di Cumbica.
Nel 1964, è iniziato
lo smantellamento della linea, con l'eliminazione prima del tratto dalla stazione
Tamanduatei alla prima stazione
Areal, e, un anno dopo, la
tratta Areal - Guarulhos è
stata soppressa. Le linee sono state rimosse e subito dopo le stazioni sono
state demolite. Attualmente il percorso è occupato da grandi strade
e dalla metropolitana.
Fra i grandi interpreti della canzone:
Demonios da Garoa (1964)
Bete Carvalho (1965)
Ivete Sangalo
Gal Costa (1973)
Elisete
Martinho Da Vila (2000)
Esistono anche varie versioni italiane:
Riccardo del Turco (presentato a Canzonissima 1966, col titolo Figlio Unico, in classifica nelle hit parades del 1966 al 60o posto; Del Turco ne scrisse il testo italiano)
Mina (1992, col titolo Figlio unico)
Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana (col titolo Pascalino Tu)
Stefano Bollani (2003, album Carioca)
Una curiosità: ad oggi si trovano su Youtube oltre 300 video di questa canzone (cercando solo il titolo originale!)
Esiste poi una canzone che... parla di questa canzone (e di Adomiran Barbosa ed i suoi Malocadas) di Tom Zé, dal titolo A Volta do Trem das Onze
Traduzione:
Non posso restare
Un altro minuto insieme a te
Mi dispiace, amore
Ma non si può fare
Vivo a Jaçanã
Se perdo questo treno
Che parte adesso alle 23
Il prossimo é solo domani mattina
Ed a parte questo, donna
C’è dell’altro
Mia madre non riesce a dormire
Fino a che non torno a casa
Sono figlio unico
E devo badare alla mia casa
La musica di Adoniran Barbosa
Adoniran
Barbosa nella durezza della sua gioventù divenne il compositore
delle classi inferiori di São
Paulo, particolarmente degli immigrati italiani poveri che vivevano
nei quartieri di Bexiga (Bela
Vista) e Brás
e dei diseredati che vivevano nelle numerose malocas
(le favelas) e nei cortiços
(malfamati e degradati palazzoni a schiera).
I temi delle sue canzoni sono tratti dalla vita dei lavoratori cittadini a
basso reddito, dei disoccupati e dei vagabondi. Racconta piccoli drammi di
tutti i giorni e di tutte le baraccopoli in generale. Piccole tragedie dei
residenti delle vecchie case abbandonate, in una città che viene sempre
più demolita per lasciare spazio ai grattacieli ... Infine, la vita
dei cosiddetti maloqueiros (coloro
che hanno abitato nelle baracche). Sempre meno João
Rubinato, sempre più Adoniran
l'attore, che presentava il suo programma giustamente intitolato Historia
das Molocas (Storia delle Baracche), ed il suo alter-ego Charutinho
(sigarino) travestito di risibile e triste conformismo conn risultati che
potrebbero - da qualcuno meno avveduto - essere chiamati denunce sociali.
Historia das
Molocas fu un grande successo, tra i molti programmi che svolse in
collaborazione con l'autore radiofonico e compositore Osvaldo
Talpe: Escolinha Risonha
e Franca - matrice di un'infinita
serie di copie riprodotte ancora oggi nella radio e nella TV brasiliana -,
A Casa da Sogra e molti altri.
Direttamente dal fittizio Morro do Piolho,
Charutinho ed il suo gruppo
hanno cominciato a raccontare le loro storie nel 1955.
Il suo primo grande successo musicale fu Saudosa
Maloca (Baracca del buon ricordo,
1951), scritta per rendere
omaggio al vecchio albergo Albion,
sulla Rua Aurora, centro
di San Paolo, che sarebbe
stato demolito per fare spazio a una nuova costruzione. Dentro questo albergo
abbandonato abitavano alcuni maloqueiros
(nome generico creato negli Anni
'50 per rappresentare la massa degli esclusi del capoluogo paulista,
sorta a partire della Seconda guerra mondiale, senza scolarità o professione
e definita: abitanti di "maloca") ovvero, come si direbbe oggi,
senza tetto. La canzone ha poi ispirato due altre sue canzoni: Abrigo
de Vagabundos (L'albergo dei vagabondi) e Arranjei
Outro Lugar (Trovati un altro posto). Incisa dagli allora esordienti
Demônios da Garoa fu
un incondizionato successo. Il primo successo del sodalizio in un partenariato
che è durato fino ad oggi, a più di dieci anni dalla morte del
primo. Fu ispirato in questo inno dell'anti-furbo, da una sottomissione tanto
assoluta da essere quasi sovversiva, da cui sorse l'idea del programma che
sarebbe stato in cartellone per più di dieci anni, arrivando ai vertici
negli ascolti. Il suo marchio di fabbrica era quello humor amaro, doloroso
- come dire "sarebbe tragico se non fosse comico" - che incarnava
gli anti-eroi divorati dalla città amata che cresceva. Violati, caduti,
schiavi del proprio tempo, nel perenne tentativo di rincontrare in un angolo
di cemento la poesia perduta ad ogni svolta della vita.
Venha ver,
Venha ver, Eugênia:
Como ficou bonito
o Viaduto Santa Efigênia!.
(Vieni a vedere,
Vieni a vedere, Eugenia:
Come è bello
il viadotto di San Efigênia!)
Uno humor che sa tenersi al di fuori dalla disgrazia.
Porque lá no morro,
quando a luz da Light pifa,
a gente acende uma vela
que alumia também
se não tem
não faz mar
a gente samba no escuro
que é muito mais legar.
(Perché là sulla collina, nella
baraccopoli
quando la luce elettrica si spegne,
la gente accende una candela
che accende anche
se non ce l'ha
la gente al buio balla la samba
che è molto più divertente.)
In fondo, la favela non cerca la protesta contro
il progresso, di cui è parte. Perchè i veri dannati stanno giù
dalla collina.
Il suo successo seguente Joga a Chave
(Butta la chiave, 1952)
fu ispirata dai sui frequenti rientri a tarda ora in cui trovava la porta
chiusa dalla moglie Matilde.
E poi Tiro ao Álvaro,
suo più grande successo come interprete, registrato in duo con Elis
Regina. Adoniran fu
un maestro nel fare cronaca musicale con i fatti della vita come ad esempio
in Iracema, basata sulla notizia
di giornale di un incidente veramente accaduto.
A differenza dei samba del decennio precedente, che generalmente usavano un
portoghese formale della classe istruita, le parole di Adoniran
sono una registrazione realistica del linguaggio informale delle classi inferiori
di São Paulo, un metalinguaggio
frutto della commistione tra portoghese e italiano, un idioma tramandato oralmente
dagli emigranti italiani di prima generazione. Disse una volta "Scrivo
samba solo per la gente comune. Ecco perché scrivo le parole in un
portoghese 'sbagliato', perché questo è il modo in cui si esprime
la gente comune. E poi, sento che il samba è più bello se cantato
in questa maniera". Un'altra volta disse "per
scrivere un buon testo di samba bisogna essere prima di tutto analfabeti".
Il narratore senzatetto della sua Saudosa
Maloca, per esempio, racconta così il giorno in cui la sua baracca
fu abbattuta:
Peguemo tod'as nossas coisa,
E fumo pro meio da rua
Apreciá a demolição.
Ai, que tristeza que nós sentia,
Cada tauba que caía
Duía no coração...
(Abbiamo raccolto le nostre cose
E siamo andati in mezzo alla strada
A guardare la demolizione.
Ah, che tristezza abbiamo provato,
Ogni asse che cadeva
Ci faceva male al cuore...)
Peguemo
invece di pegamos, fumo
al posto di fomos, nós
sentia invece di nós sentíamos,
e tauba al posto di tábua
erano tutte caratteristiche tipiche del linguaggio di molti paulistas.
Ma, a causa del forte pregiudizio sociale che attaccava questo "cattivo"
Portoghese, pochi prima di Adoniran
avevano osato mettere questi "errori"
nei testi. Anche le parole cantate dai poveri abitanti delle favelas,
come il classico samba Chão de
Estrelas ("piano delle stelle"),
erano esempi di corretta pronuncia e grammatica al confronto.
Pertanto, l’uso da parte di Adoniran del "vero"
Portoghese brasiliano fu una revoluzione che può essere comparata all’uso
che fece Gershwin di Gullah
in Porgy and Bess. In effetti,
fu spesso fortemente criticato per questo, anche dal poeta e compositore Vinícius
de Moraes che teneva in generale i compositori di San Paolo in scarsissima
considerazione. Era solito dire infatti che "Sao Paulo è la tomba
del samba". Ma Adoniran
non fece caso alle sue critiche e abilità gli permise di rompere impunemente
le convenzioni: come era solito dire, ci voleva arte per cantare in una lingua
"sbagliata". Ed il
successo delle sue canzoni più popolari, quali Tiro
ao Álvaro (1960),
fu indubbiamente dovuto in buona parte al calore ed alla naturalezza del suo
linguaggio. D'altro canto, anche Julio Medaglia (anche lui di Sao Paolo) -
direttore d'orchestra e arrangiatore - ricordava che: "Dostoevskij ha
detto che il modo migliore per essere universale è raccontare il proprio
paese. E nessuno meglio di Adoniran Barbosa ha narrato il paese."
Di origine italiana, conosceva inoltre bene lo slang italo-portoghese parlato
per le strade di São Paulo,
soprattutto nei quartieri di Mooca,
Brás e Bexiga.
Nel 1965, Barbosa
scrisse Samba Italiano, una canzone
che enfatizzava l’influenza dell’italiano nella lingua parlata
di São Paulo. Samba
Italiano ha ritmo e tema brasiliani, ma parole quasi italiane.
Gioconda, piccina mia,
Vai brincar ali no mare í no fundo,
Mas atencione co os tubarone, ouviste
Capito, meu San Benedito?
Piove, piove,
Fa tempo que piove qua, Gigi,
E io, sempre io,
Sotto la tua finestra
E vuoi senza mi sentire
Ridere, ridere, ridere
Di questo infelice qui
Ti ricordi, Gioconda,
Di quella sera in Guarujá
Quando il mare ti portava via
E mi chiamasti
Aiuto, Marcello!
La tua Gioconda ha paura di quest'onda
(Gioconda, piccina mia,
Continua a giocare là, in fondo al mare
Ma fai attenzione agli squali, li senti
Hai capito, mio San Benedetto?
Piove, piove
Piove da tanto tempo qui, Gigi
Ed io, sempre io
Sotto la tua finestra
E tu senza ascoltarmi
Ridi, ridi, ridi
Di questo infelice qui
Ti ricordi, Gioconda,
Di quella sera in Guarujá
Quando il mare ti portava via
E mi chiamasti
Aiuto, Marcello!
La tua Gioconda ha paura di quest'onda)
la frase: "Aiuto, Marcello!" non è che una parodia di un passaggio di Mimi nell´opera La Bohéme di Puccini.
Il suo stile musicale preferito fu il samba paulista, il samba di São Paulo, generalmente disprezzato dai sambisti di Rio de Janeiro. Una caratteristica di questo stile è il samba de breque (samba stoppato), in cui la musica si interrompe improvvisamente per lasciare spazio ad alcuni versi parlati, o ad un’improvvisa inversione della linea melodica. Per esempio, uno dei suoi grandi successi, Samba do Arnesto (1953) inizia:
O Arnesto
nus convidou prum samba, ele mora no Brás.
(Arnesto ci ha invitati per un samba, vive a Brás)
La linea melodica si sospende brevemente per la frase “ele
mora no Brás” che sottolinea come fra parentesi, non solo
nel testo, ma anche nella musica.
Scriveva le sue musiche, spesso, su tovaglioli di
carta o su scatole di sigarette. Per questo motivo, l'ultimo sopravissuto
del gruppo Demonios da Garoa
(che ha inciso tutti i suoi successi dal 1943)
mette in discussione le
ultime 14 musiche "inedite" che il cantante e compositore Passoca
ha proposto
nel suo recente CD (Agosto 2000)

Biografia di
Adoniran Barbosa
Nome d’arte di João
Rubinato
Nacque il 6 Luglio 1912 a
Valinhos (allora appartenente
ancora al Comune di Campinas - nell'interno dello stato
di Sao Paulo), settimo ed ultimo figlio di Emma
Ricchini e Ferdinando
Rubinato, contadini immigrati italiani provenienti da Cavarzere
(Ve) nel corso della prima grande migrazione dal Veneto al Brasile,
alla fine del 1800, quando nel Veneto si moriva di pellagra ed il miracolo
nordestino era ancora un lontano miraggio (la seconda avvene subito dopo la
I Guerra Mondiale). I suoi genitori, giunti in Brasile sbarcarono al porto
di Santos il 15
settembre 1895 si trasferirono dapprima a Tietê
e poi a Valinhos, una città
rurale dello Stato di São
Paulo, circa 100 km dalla città di São
Paulo. Dopo alcuni anni, la famiglia cambiò residenza varie
volte passando per Jundiaí
(dove João sarebbe
cresciuto e avrebbe studiato fino alla terza elementare e in seguito avrebbe
iniziato a lavorare con suo padre) e Santo
André. Si dice di lui che fosse uno studente piuttosto svogliato
ed iniziò a lavorare in età precoce (cosa che richiese la falsificazione
della sua data di nascita, che risulta ufficialmente modificata in 6/8/1910).
Il suo primo impiego fu come spazzino ed aiutante in una compagnia ferroviaria
nella vicina città di Jundiaí.
Nel 1924 si trasferì
a Santo André, una
città nell’area della Grande
São Paulo, dove svolsi numerosi lavori - tessitore, imbianchino,
idraulico, fabbro, ambulante e cameriere. In una scuola tecnica locale (il
Liceu de Artes e Ofícios)
imparò il mestiere di aggiustatore meccanico. Nel 1933
João Rubinato si trasferì
per cercare fortuna con la famiglia nella città di São
Paulo, dove, alloggiando in una pensione, iniziò a comporre
canzoni e tentò la fortuna come cantante nella stazione radiofonica
di Cruzeiro do Sul, in un
programma per giovani talenti diretto da Jorge
Amaral. Dopo numerosi fallimenti, finalmente ebbe successo con il samba
di Noel Rosa Filosofia
e strappò un contratto per un programma settimanale di 15 minuti.
Timoroso che un artista di samba con un cognome italiano non sarebbe stato
preso sul serio dal pubblico, João
Rubinato decise allora di adottare un nome più brasiliano. Così
prese in prestito l’inusuale "Adoniran"
da uno dei suoi amici, Adoniran
Alves e "Barbosa"
dal compositore di samba Luiz Barbosa,
il suo idolo. Disse una volta "Se
avessi saputo che sarei diventato attore di radio, di televisione e artista
di cinema, non avrei cambiato il mio nome, e allora sarei rimasto João
Rubinato. Però, cantare samba con un nome italiano... sarebbe stato
troppo!"
Nel 1935 vinse la competizione
canora del Carnevale indetta dalla città di São
Paulo, con la marcetta Dona Boa,
composto l'anno prima insieme a J.
Aimberê. Animato da quel successo, sposò Olga,
sua amica da una vita. Dalla coppia nacque l'unica figlia di Adoniran,
Maria Helena, ma il matrimonio
si ruppe in meno di un anno.
Ben prima di diventare noto come un compositore, Adoniran si fece conoscere
come caratterista radiofonico - in un momento in cui la radio era sotto il
controllo assoluto del regime e la TV ancora non si sognava di raggiungere
la popolarità che avrebbe avuto in Brasile. Nel 1941,
su invito di Otávio Gabus
Mendes, iniziò a realizzare programmi umoristici e commedie
radiofoniche alla Rádio Record
– che sarebbe più tardi divenuta una delle stazioni radio-televisive
principali del Brasile. Molto
prima di Anysio Chico o di
Jô Soares, nel 1946
impersonava non meno di 16 personaggi suoi su Radio
Record. Rimase con la Record
fino al suo ritiro dalle scene nel 1972,
dando la sua voce a vari personaggi popolari creati insieme allo scrittore
Osvaldo Moles, quali Pernafina,
Zé Cunversa e Jean
Rubinet. Prese inoltre parte ad alcuni film: Pif-Paf
(1945) e Caídos
do Céu (Caduti dal paradiso)
(1946), entrambi diretti
da Ademar Gonzaga. Nel 1949
sposò Matilde de Lutiis
che sarebbe divenuta la sua compagna e co-autrice per i 30 anni seguenti con
la quale scrisse canzoni quali como Prà
que chorar? e A garoa vem descendo.
Nel 1953 fece una buona esibizione
nel film O Cangaceiro, del regista
Lima Barreto e produzione
della casa cinematografica Vera
Cruz (miglior film a Cannes
nel '53). All’inizio
degli anni ’50 scrisse numerose canzoni su temi tipici di São
Paulo, la maggior parte della quali registrate dalla band Demônios
da Garoa e vinse due altre competizioni del Carnevale
di São Paulo. Nel 1955
introdusse il popolarissimo personaggio di Charutinho
(Sigarino) nel programma radiofonico
umoristico Histórias das Malocas
(Storie di baracche).
Adoniran si esiby anche alcune
delle prime telenovelas brasiliane per la TV
Tupi quali A Pensão de
D. Isaura (L’ostello di
Donna Isaura) e programmi comici quali Ceará
contra 007 (Ceará contro
007) e Papai Sabe Nada
(Papà non sa nulla).
Alla fine degli Anni '40,
con l'aiuto di Oswaldo Molles,
Adoniran trovò la
sua vena artistica originale e non sentì più la necessità
di rifarsi a Noel Rosa, altro
grande autore carioca. Da quel momento in poi il modello più importante
da seguire fu se stesso, riprendendo musiche, frasi e situazioni che coglieva
nel suo ambiente naturale, cioè la strada e la vita delle baracche.
Questo nuovo orientamento gli maturò il primo grande frutto artistico
agli inizi degli Anni ´50 con il samba Malvina,
con il quale vinse il primo grande premio in un concorso di canzoni carnevalesche
a San Paolo e in futuro sarebbe
stato considerato uno dei suoi capolavori minori. Anche la successiva Joga
a chave fu premiata nel concorso del Carnevale di São
Paulo. Fra i suoi successi, (compose oltre cento brani) emergono Samba
do Arnesto (insieme ad Alocim), Trem
das onze (con la quale vinse il concorso del carnevale del IV centenario
di Rio de Janeiro, il premio
più importante da lui ricevuto nella sua carriera), Saludosa
maloca, Joga a Chave (insieme ad Osvaldo
França), Bom dia Tristeza
(composta "a distanza" assieme a Vinícius
de Moraes, inviandosi musiche e testi per posta da San
Paolo a Rio de Janeiro),
No Morro da Casa Verde, Tiro
ao Álvaro (insieme ad Osvaldo
Moles), Iracema, Só
Tenho a Ti (insieme ad Hilda Hilst), Apaga
o fogo Mané, Despejo na
Favela, Fica mais um pouco amor,
Prova de carino, Triste
Margarida e Um samba no Bexiga.
Nonostante il successo delle sue canzoni e dei personaggi radiofonici, Adoniran
divenne ufficialmente una star solo dopo il 1973
quando incise il suo primo album. Questo gli conferì il rispetto di
grande compositore e gli diede una certa visibilità nei media. Tuttavia,
in tutta la sua carriera continuò una vita semplice ed allegra. Ottenne
anche un tavolo privato al Bar Brahma,
uno dei più tradizionali locali della città.
Pur non avendo mai perso il suo amore per São
Paulo, e specialmente per il sobborgo di Bixiga
(Bela Vista), che, senza
dubbio, riuscì a ritrarre e cantare in molte sue musiche, verso la
fine della sua vita si rattristò progressivamente per la scomparsa
dei sui aspetti più tradizionali. "São
Paulo è esistita fino agli anni ‘60" disse una volta,
"ma da allora la sto cercando e
non la trovo. Brás, dov’è Brás adesso? E Bexiga,
dov’è? Mi è stato detto di cercare Sé. Non l’ho
trovato. Tutto ciò che vedo sono auto e cemento."
Mentre la sua musica ha continuato ad essere suonata, Adoniran
fu invece gradualmente dimenticato dal pubblico; Continuava a cantare con
successo per gli studenti universitari e per l'intellighenzia,, ma i media
lo avevano dimenticato. Così quando morì per insufficienza cardiaca
aggravata da un enfisema polmonare a São
Paulo, il 23 Novembre 1982,
in relativa povertà, aveva al suo fianco solo la moglie ed il cognato.
Al suo funerale, cui seguì una sepoltura modesta, erano presenti non
più di 500 persone e nessuna autorità. Fu seppellito al suono
di Trem das Onze, con i suoi
"costumi di scena": il cappello, il fazzoletto e il cravattino.
Oltre al Museu Adoniran Barbosa
(in Rua XV de Novembro, 347), ci sono molti ricordi del compositore sparsi
per São Paulo. Ha
dato il suo nome ad una scuola ad Itaquera,
ad un ostello presso il parco Ibirapuera
, ad una strada nel sobborgo di Bexiga,
al Bar Adoniran Barbosa e
ad una piazza. Nella piazza Don
Orione c’è un busto dell’artista e a Jaçanã
c’è una strada denominata "Rua
Trem das Onze".
Adoniran ha inoltre lasciato
una novantina di testi mai pubblicati, che, grazie a Juvenal
Fernandes (uno studioso di MPB
ed amico del poeta), sono stati messi in musica postumi da vari compositori
del calibro di Zé Keti,
Luiz Vieira, Tom
Zé, Paulinho Nogueira,
Mário Albanese ed
altri.

