La locandina del film Anna, nella cui colonna sonora era inserito
 
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El negro zumbon
Dámaso Perez Prado, 1951

Ya viene el negro zumbon
Bailando alegre el baion
Repica la zambomba
Y llama a la mujer

Ya viene el negro zumbon
Bailando alegre el baion
Repica la zambomba
Y llama a la mujer

Tengo gana de bailar el nuevo compás
Dicen todos cuando me ven pasar
"¿Chica, dónde vas?"
"¡Me voy a bailar, el baión!"

Tengo gana de bailar el nuevo compás
Dicen todos cuando me ven pasar
"¿Chica, dónde vas?"
"¡Me voy a bailar, el baión!"

 

Alcune notizie sul brano...

In Italia questa canzone divenne popolarissima per essere stata inserita nel film Anna di Alberto Lattuada (tra gli autori anche un giovane Dino Risi), del 1951, con Silvana Mangano, Raf Vallone, Vittorio Gassman ed una allora sconosciuta Sophia Loren in una particina di contorno. Il film, prodotto da Carlo Ponti, fu appunto l'occasione in cui Ponti e la Loren si conobbero.

Nel film si vede una scena in cui una sensualissima Silvana Mangano canta appunto la canzone. In realtà per l'occasione la Mangano fu doppiata da Flo Sandon's (al secolo Mammola Sandon, moglie del celebre Natalino Otto) che, pur non comparendo nel film, da questo ricevette una popolarità incredibile grazie appunto all'interpretazione di questo brano e di T'ho voluto ben (la ben più nota Non dimenticar incisa in seguito da Nat King Cole).

Biografia di
Dámaso Perez Prado

Dámaso Pérez Prado (nato l'11 dicembre 1916 a Cuba e morto il 14 settembre 1989 in Messico) è stato un bandleader cubanoed un compositore. Ci si riferisce a lui comunemente con l'epiteto di "Re del Mambo".

Prado nacque a Matanzas, Cuba. Sua madre era un'insegnante di scuola, suo padre un giornalaio. Studiò pianoforte classico nell'infanzia e più tardi suonò l'organo ed il piano in club locali. Per un periodo fu pianista ed arrangiatore per il Sonora Matancera, il più noto gruppo musicale di Cuba. Ha lavorato anche con le orchestre di casinò a l'Havana per la maggior parte degli anni '40 e si era fatto la reputazione di ideatore (il suo stile negli assoli catturò il bebop per almeno cinque anni), forte suonatore. Fu soprannominato "El Cara de Foca" ("faccia di foca") per via dei baffi che portava all'epoca.

Nel 1948, si trasferì in Mexico per formare la sua band ed incidere per la RCA Victor. Si specializzò rapidamente in mambo, un adattamento in levare del danzòn cubano. I mambo di Pérez Prado emersero tra i contendenti, con i loro riff di fiati ed i forti contrappunti di sax, e soprattutto, per gli urli, vero marchio di fabbrica di Prado (in realtà diceva "¡Dilo!", ossia "Dillo!", in molti dei suoi urli). Nel 1950, l'arrangiatore Sonny Burke ascoltò "Qué rico mambo" mentre era in vacanza in Messico e lo reincise negli U.S.A. come "Mambo Jambo". Il singolo fu un successo e Pérez Prado decise di approfittarne per fare un tour negli Stati Uniti. Le sue apparizioni nel 1951 erano un tutto esaurito e cominciò ad incidere versioni specifiche epr gli U.S.A. per la RCA Victor.

Prado è il compositore di pezzi famosi quali "Mambo No. 5" e "Mambo No. 8". Nel momento massimo del movimento del mambo, nel 1955, Pérez Prado raggiunse il vertice delle classifiche di vendita americane con una versione cha-cha di "Cherry Pink And Apple Blossom White" ("Ciliegi rosa", composta dal francese Louiguy). Tenne la vetta della classifica per 10 settimane consecutive. Prado aveva in precedenza raggiunto tale risultato col film Underwater! del 1954, in cui si vede Jane Russell che danza "Cherry Pink". Nel 1958, una delle composizioni di Prado, "Patricia", divenne l'ultima incisione a salire al n° 1 nelle classifiche Jockeys e Top 100, che si fusero la settimana successiva nella classifica Hot 100.

La sua popolarità negli Stati Uniti seguì il picco della prima ondata di interesse per la musica latina al di fuori dei paesi Latini communities nel corso degli anni '40, '50 e primi anni '60.

Pérez Prado apparve inoltre in film negli Stati Uniti ed in Europa così come nel cinema messicano, costantemente portando i sui marchi di fabbbrica, il pizzetto, e le camice dal collo slacciato gli abiti larghi.

Con il finire degli anni '50, il suo successo declinò, e gli anni diedero spazio a nuovi ritmi quali il rock 'n roll e poi la musica pop. Il sodalizio di Prado con la RCA finì negli anni '60, e le sue produzioni furono limitate ad etichette minori oltre ad antologie riciclate in stile Latino.

Nei primi anni '70, Pérez Prado ritornò stabilmente nel suo appartamento fuori Città del Messico in Paseo de la Reforma per vivere con la moglie ed i due figli, Dámaso Pérez Salinas (noto anche come Pérez Prado Jr.) e Maria Engracia. Nonostante la sua stella si stesse spegnendo negli Stati Uniti, la sua carriera in America Latina fu più forte che mai. Continuò a fare tournèe e ad incidere materiale che fu rilasciato in Messico, Sud America e Giappone. Fu riverito come uno dei giganti regnanti dell'industria musicale e si esibì regolarmente alla televisione messicana. In Giappone, una registrazione di un concerto dal vivo del suo tour del 1973 fu pubblicata in un LP in una precoce versione quadrifonica.

Nel 1981, fu il protagonista di una rivista musicale intitolata Sun che fece un lungo tour nella capitale messicana. La sua ultima apparizione negli Stati Uniti fu a Hollywood il 12 settembre 1987. Questo fu anche l'anno della su aultima incisione.

Fu costantemente infermo di salute per i successivi due anni, e morì di infarto a Città del Messico il 14 settembre 1989, all'età di 72 anni.

Durante la sua vita, una serie di stelle passarono nella sua orchestra. Tra queste, la cantante cubana Beny Moré, il trombettista Pete Candoli, i percussionisti Armando Parazo, Johnny Pacheco e Mongo Santamaria, ed il sassofonista (e più tardi bandleader) Rene Bloch.

Il mambo, rinvigorito col nome di salsa, è ancora oggi la firma da ballo della musica latina, e Pérez Prado Jr., continua a dirigere la Pérez Prado Orchestra a Città del Messico.